Giovedì 26 settembre
Quando mi sveglio non sento più il sibilo del vento fuori dalle finestre. E non piove. Ma per fare la mia doccia mattutina devo prima sbaraccare il bagno da tutti i panni e mantelle appese lasciate ad asciugare dalla sera prima. Oggi dobbiamo percorrere oltre 21 km, e la cosa importante è arrivare a Dumbria prima delle ore 16 per prendere il bus che ci porterà a ‘La Coruña’. Quindi vogliamo uscire presto. (Il percorso è spiegato qui nella prima tappa di questo cammino)
Prepariamo borsone e zaini e possiamo andare al pian terreno dove c’è il bar dell’albergo per la colazione che abbiamo inclusa nel prezzo a 63€. Non è a buffet, ma possiamo chiedere quello che vogliamo. Caffè, latte freddo, spremuta d’arancia, pane e marmellata, croissant, non manca nulla. Con gioia apprendiamo dalle previsioni meteo che la giornata non prevede pioggia né vento, anzi ci sarà il sole!Muxia con in fondo il promontorio - dietro il faro
Infatti quando usciamo poco prima delle 9 vediamo un bel cielo azzurro con solo poche nuvole. Il percorso ci porta sul lungomare che costeggia la parte est della penisola, lungo bellissime insenature e spiagge con lunghe passerelle dove ai lati ci sono le solite docce pubbliche. Ci chiediamo se c’è davvero una stagione ‘da mare’ in questo posto.
Lasciamo la costa per salire sul promontorio attraverso un bel bosco, incontrando qualche agglomerato di case di campagna, un lavatoio, pecore belle e ben pasciute e lunghe recinzioni fiorite di crisantemi, per poi arrivare dopo circa tre chilometri alla magnifica chiesa e monastero di Moraime. L’edificio religioso, risalente all'XI secolo, vanta un portico romanico ragguardevole, ma purtroppo è chiuso. Nel vicino edificio dell’antico monastero, oggi riconvertito in ostello/albergo, è invece aperto il negozietto di souvenir, dove entriamo per farci apporre i timbri sulla credenziale.
Gli 'horreos' ci accompagnano ad ogni passo
In questa zona ci sono prevalentemente pecore, probabilmente da carne e latte
Lunghissime strade costeggiate da colorati crisantemi
Antico lavatoio
Chiesa e monastero di Moraime
Portale romanico della chiesa di Moraime
L'ex Monastero di Moraime, oggi struttura ricettiva
Il percorso prosegue in modo molto vario: alterniamo tratti boschivi con scorci sul mare a colline coltivate, stradine secondarie che attraversano piccoli borghi ricchi di belle costruzioni, ville con giardini curatissimi, case decorate da interessanti murales, chiesette, cappelle e croci in granito. Una sola presenza rimane costante in tutto il panorama: gli hórreos, disseminati ovunque in grandissimo numero. Nei pressi della località di San Martiño de Ozón, infatti, se ne trova uno tra i più lunghi di tutta la Spagna, che misura ben 27 metri!
I borghi della Galizia
La massiccia presenza di horreos testimonia la forte vocazione agricola e contadina della regione
Scorci sull'Oceano Atlantico
La massiccia presenza di horreos testimonia la forte vocazione agricola e contadina della regione
Scorci sull'Oceano Atlantico
Strade e sentieri tra i boschi rossi di eucalipto
L'horreo di 27 m di lunghezza, uno dei più lunghi della Spagna
Camminiamo lungo stradine che si snodano in ampie aree panoramiche, baciati da una giornata splendida, soleggiata e piacevolmente ventilata. Il paesaggio è così bello e ameno che le ore volano senza che ce ne accorgiamo: sono già le 13:30 e ci mettiamo alla ricerca di un posto per la sosta pranzo. Il giardino antistante al Santuario de Nuestra Señora del Espino presso Trasufre fa proprio al caso nostro.
Il giardino del Santuario de Nuestra Señora del Espino presso Trasufre
Ormai manca davvero poco a Dumbría. Passiamo nuovamente attraverso uno splendido bosco di eucalipti, felci, strani funghi e rocce muschiate. Stiamo finendo il nostro lungo percorso quasi ad anello da Santiago a Finisterre, Muxía e ora Dumbría, da dove prenderemo il bus per La Coruña.
La giornata è bella e il bosco meraviglioso, un po’ ci dispiace lasciare queste zone della Galizia che ci hanno accompagnato per ben otto giorni di cammino. I tracciati sono stati tutti perfetti, agevoli, belli, prevalentemente boschivi e tanto panoramici. Abbiamo avuto anche tanta fortuna con il tempo, che è stato sempre splendido, fatta eccezione per la parentesi di ieri tra Frixe e Muxía. Ora mancano solo gli ultimi chilometri per arrivare alla pensione e bar O Argentino, dove Pilbeo dovrebbe aver depositato il nostro borsone.
Splendidi boschi
Stranissimi funghiAmpie pianure coltivate e per il pascolo del bestiame
Chiesetta di Quintàns
Una residenza privata con il suo bel lavatoio in giardino
Dumbría è una cittadina moderna e curata, ma desolata, con una strada principale costellata di antichi hórreos ai lati. Oltrepassiamo la piazza dove c’è la fermata dell’autobus e continuiamo ancora per seicento metri per arrivare con largo anticipo al bar, dove effettivamente il nostro borsone ci aspetta nella pensione accanto. Non ci sono altri pellegrini. Sono le ore quindici e due persone stanno mangiando a un tavolo con la televisione a volume altissimo: sono i proprietari, che pranzano. Tra le chiacchere che facciamo mi racconta che i suoi genitori lo avevano portato in Argentina quando era piccolissimo, ma che poi erano tornati indietro quasi subito. Di quei luoghi lui non ha quasi memoria, ma in paese da allora lo hanno sempre chiamato "l'argentino", ed è stato così logico battezzare il suo locale con quel nomignolo.
Ci sediamo fuori, beviamo qualcosa e ci prepariamo con i bagagli per tornare indietro di quei seicento metri fino alla fermata dell’autobus, dove la tabella oraria prevede la corsa alle 16:59. Arriviamo alla fermata con largo anticipo e aspettiamo... aspettiamo, aspettiamo. Vincenzo ha già pronta un’alternativa: tornare dall'argentino e passare lì la notte. Ma mentre riflettiamo sul da farsi, ecco che il bus arriva con venti minuti di ritardo, e siamo felicissimi di poter proseguire come da programma. A bordo paghiamo 18 euro in due e ci godiamo i posti in prima fila per un viaggio di circa cento chilometri, tra autostrade e grandi città.
Marciapiedi e aiuole curate
Strada principale di Dumbria con fermata del bus
L'Horreo ha sempre una posizione privilegiata!
In attesa alla fermata dell'autobus
Arriviamo all’hub dei bus di La Coruña intorno alle ore 19 e c’è ancora il sole e fa caldo. Dobbiamo fare solo duecento metri per arrivare al nostro albergo, l’Hostal Palas, un anonimo albergo di città situato al primo piano, con i proprietari che abitano nella stessa struttura e che spuntano ogni tanto furtivamente da dietro le porte. Nel bagno della stanza c’è un cartello che vieta di lavare i panni; si vede proprio che non sono abituati ad avere pellegrini camminatori come ospiti, d'altronde La Coruña non si trova direttamente sul cammino di Santiago.
È ora di cena e ci dirigiamo in un centro commerciale a pochi passi dall’albergo. Troviamo la locanda Gasthof, un nome non proprio spagnolo ma che ci ispira. La cameriera è un’argentina di Buenos Aires: studia e lavora lì, la città le piace molto ma pensa di ritornare in patria appena potrà. Siamo in una città di mare e Vincenzo vorrebbe le alici fritte, ma deve accontentarsi di calamari e di una zuppa gallega di verdure. Sono piatti unici abbondantissimi, molto più del previsto, ma la cena è ottima e torniamo in albergo pienamente soddisfatti.
Il percorso ufficiale che abbiamo compiuto in questi giorni, partendo da Santiago per arrivare a Finisterre, toccare Muxía e chiudere l'anello a Dumbría, misura ufficialmente 149 km. Si sa però che, camminando, la realtà è ben diversa: tra deviazioni per ammirare un panorama, piccoli errori di percorso, puntate nei negozi, visite a chiese e borghi o la ricerca del posto ideale per una sosta, la cifra sale inevitabilmente. Alla fine, il nostro contapassi ha registrato ben 168 km effettivi.






























































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