Il borgo fantasma a San Donato in Poggio

Gita con alcuni amici del CRAL - 1 settembre 2026

Relazione e fotografie di Andrea Misuri:

Con gli amici del Cral del Comune di Firenze andiamo alla scoperta di un angolo del Chianti. Su un poggio che domina la valle del torrente Argenna, San Polo in Torre è un villaggio medievale disabitato, con la piccola chiesa di San Paolo e la torre del XII secolo, entrambe ancora in piedi.


Chiesa di San Paolo in Torre del paese abbandonato


Gli ultimi ruderi del paese abbandonato (foto Veronica)

La strada bianca parte dal santuario della Madonna di Pietracupa. Siamo sulla Via Romea Sanese, l’antica strada dei pellegrini. Attraversiamo i vigneti della Fattoria Montecchio. La strada scende nel bosco tra cerri e pini fino a un bivio. 


Vigneti della Fattoria Montecchio



Fattoria Montecchio (foto Veronica)






Da qui sulla destra in poche centinaia di metri arriviamo al borgo deserto. Le case sono immerse nell’alta vegetazione. Alcune si vedono appena. Porte e finestre spalancate, pavimenti dissestati e tetti crollati. La chiesetta è una piccola e spoglia aula rettangolare, ancora visibile soltanto quel che resta dell’altare.


Una delle pochissime case ancora in piedi di San Polo in Torre (foto Veronica)


Il pozzo del borgo accanto all'albero

I resti di un forno

La torre è senza il tetto ma le possenti mura sono in gran parte ancora ben stabili. Su un lato sono riconoscibili tre portali, dei quali solo uno è aperto, gli archi scolpiti in alberese bianco. Davanti un pozzo e una quercia centenaria. La torre, insieme a tante altre sparse nel Chianti, faceva parte di un complesso sistema di controllo del territorio che perse la sua ragion d’essere con la fine della guerra tra Firenze e Siena.




I tre portali con gli archi scolpiti in alberese bianco


Andiamo poi alla scoperta di San Donato in Poggio con una guida d’eccezione. Fabio è la memoria del paese, degli eventi e delle cronache che ne hanno segnato la storia.


Per Porta Senese entriamo in quello che era il castello dei Conti Guidi. Affacciato su piazza Malaspina c’è l’omonimo palazzo tardo rinascimentale che fino al 13 settembre 2026 ospita le sculture della mostra “La poesia delle forme”. 
Assolutamente consigliata.





Al centro della piazza, la cisterna ottagonale che serviva come riserva d’acqua in caso di assedio e che si allunga nel sottosuolo a forma di cupola. Passiamo davanti alla chiesa di Santa Maria della Neve. La chiesa dei mercanti di metà Trecento.



Via dei Fossi prende il nome dai fossati esterni che costeggiavano il perimetro delle mura. Vi venivano mimetizzati fascine e carbone ai quali veniva dato fuoco quando, durante gli assedi che avvenivano non di rado, i nemici tentavano la scalata dei bastioni. Un vero muro di fuoco che li fermava. Gli echi di quegli assedi lontani ci seguono mentre ci affacciamo nel giardino terrazzato di una struttura privata che dà sulla valle, belvedere straordinario dal quale la vista spazia sul Cimone, sul Montalbano e, ancora più in là, arriva fino a Monte Morello.




Arriviamo a Porta Fiorentina. Fiancheggiamo il Torrino, la Torre di Guardia della cerchia muraria e risaliamo la stretta via dei Baluardi. Ben poco è cambiato dal medioevo. Con le alte facciate delle case in pietra ingentilite dai terrazzini che lassù attraversano la strada.


Torre di guardia di San Donato in Poggio





Alcuni scorci e bellissime terrazze del borgo (foto Veronica)


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