È settembre del 2024
Dopo aver fatto il mio primo Cammino a Santiago nel 2022 con la mia amica del Wisconsin, ora voglio fare un viaggio simile con mio marito Vincenzo. Lui non cammina con la mia stessa costanza, ma ha ottime risorse fisiche e sono certa che i ritmi di questo peregrinare fanno al caso suo: gli piace avere il tempo necessario per ingranare e poi, una volta in strada, non molla. Anzi, ha una grande resistenza, grazie anche ai suoi battiti molto rallentati. Riesco infatti a convincerlo ad intraprendere il suo primo cammino con la garanzia che potrà rispettare i suoi tempi di carburazione. Il fatto che c’è di mezzo anche una sorta di ‘voto’ per un Santo, San Iacopo, gli da un ulteriore spinta, perché pur non essendo assolutamente religioso, è sempre stato coinvolto dalla cultura del meridione, dove i Santi si rispettano e si omaggiano.
La scelta del cammino però è tutta sua. Vuole certamente arrivare a Santiago, ma vuole soprattutto arrivare a Muxia, al santuario di Nossa Señora da Barca, e dove c’è anche il monumento ‘La Ferita’ in ricordo del grave naufragio nel novembre 2002 della petroliera Prestige che poi causò un disastro ecologico sulle coste della Galizia.
Quindi mi metto a pianificare il viaggio e il percorso. L’unico modo per far combinare tutto è passare due volte da Santiago, all'andata e al ritorno. Di solito, il cammino per Finisterre e Muxia viene fatto come prolungamento dopo essere arrivati a Santiago, per poi rientrare in bus. Io invece voglio aggiungere la tappa di La Coruña, sulla costa nord della Galizia, per poi raggiungere Santiago a piedi.
Per far coincidere i voli con la nostra disponibilità di tempo, il giro pianificato è il seguente: arriviamo in aereo a Santiago (passando per Valencia, dove trascorriamo tre giorni fantastici che racconterò in una sezione a parte di questo blog) e partiamo a piedi verso Finisterre e poi Muxia, per un totale di sei tappe. Da lì torniamo indietro a piedi in direzione di Santiago fino a Dumbría (una tappa) e prendiamo l'autobus per La Coruña. Dopo una sosta di due notti in città, riprendiamo l'autobus fino a Órdes - a due giorni di cammino da Santiago - per poi concludere il viaggio arrivando a piedi alla meta finale. Per un totale di 180 km a piedi e 125 km in bus.
A Santiago arriviamo in serata da Valencia e pernottiamo alla Hospedaria San Martin Pinario, ex-Monasterio de San Martiño Pinario, un grandioso complesso benedettino fondato nel X secolo e successivamente ricostruito in forme rinascimentali e barocche, a pochi passi dalla cattedrale, prenotato quasi un anno prima, visto che sono sempre pieni nonostante le tantissime stanze che hanno a disposizione.
Andiamo a dormire nella nostra celletta piccola ma impeccabile in attesa del domani.
Giovedì 19 settembre
Primo giorno di cammino! Santiago - Negreira - 21,5 km
Ci svegliamo di buon'ora per preparare il bagaglio che ho nuovamente affidato a Pilbeo, l'agenzia di trasporto zaini che mi aveva già servito alla perfezione nel mio precedente Cammino.
Poi scendiamo per la colazione, lasciando prima il bagaglio per il servizio di trasporto di Pilbeo alla reception. Il monastero è davvero immenso, ci sono quattro piani con lunghi e ampi corridoi su cui si affacciano tantissime stanze. Quelle che oggi sono le camere per gli ospiti pellegrini, erano le antiche celle claustrali dei monaci e dispongono di due lettini, un armadio a muro senza ante e un piccolo bagno privato molto spartano ma con l'acqua calda, il sapone e la biancheria. Scendiamo i vari piani con l'ascensore e ci rechiamo nel grande refettorio a pian terreno, dove ci sono già tanti pellegrini, per goderci una colazione a buffet, inclusa nel prezzo, che si rivela molto soddisfacente. Riusciamo a farci anche due panini da portare via, pane casareccio, formaggio e salame affettato piccantino, molto buono.
Alle ore 9 si parte per la camminata facendo il tragitto ufficiale attraverso le caratteristiche stradine di Santiago ancora deserte a quest’ora. Come ricordavo dal mio precedente cammino, la mattina degli spagnoli inizia intorno alle 10, persino qui in città, anche perché fa giorno piuttosto tardi.
La giornata è bella e siamo pieni di entusiasmo, come sempre, mi fermo ogni pochino per fare delle foto. Ogni angolo e scorcio mi sembra degno di uno scatto fotografico. Dobbiamo ancora procurarci l’acqua da portare con noi e troviamo un bar aperto pieno di soli pellegrini dove oltre l'acqua prendo anche uno di quei enormi croissant da portare via.
Santiago è il crocevia di tutti i pellegrini: la città brulica di viandanti con lo zaino, in bici, con il cane al seguito... C’è chi arriva e chi invece riparte. La mattina se ne vedono diversi mentre muovono i primi passi lungo le ultime stradine residenziali.
Poi entriamo in un parco, dove incontriamo il primo cippo che indica i chilometri mancanti alle due destinazioni per chi sceglie questo cammino:
Tutti i cippi in tutti i cammini riportano purtroppo sempre numeri così poco tondi e memorizzabili, sembrano fatti apposta per non essere mai ricordati! È naturale che ci venga da pensare che potrebbero spostare il cippo al punto più utile.
Superato il cippo ci addentriamo in un bellissimo bosco con tanti alberi da eucalipto molto alti che riempiono il naso e i polmoni con il loro buon profumo. Si cammina su sentieri larghi ed agevoli, e la giornata si è fatta bellissima, sole leggermente offuscato dalle nuvole, aria molto piacevole anche per stare a maniche corte. Ci sono sempre più pellegrini, da soli o in gruppo, ognuno cammina secondo il proprio ritmo, per ora tutti nella stessa direzione.
Si passa da piccole località, alternando qualche tratto di strada asfaltata per poi addentrarci nuovamente in bellissimi boschi e aperte campagne. È qui che si iniziano a vedere moltissimi hórreos, i tipici granai della Galizia, una tradizione antica che ci accompagnerà per tutto il cammino. Li vedremo di ogni dimensione, colore, foggia e stato di conservazione. Possederne uno nel proprio giardino o nei campi sembra essere un grande vanto, al punto che se ne vedono di nuovissimi persino incorniciati in contesti moderni.
Passiamo da un primo punto di ristoro con tanti pellegrini in sosta, noi andiamo solo per l’uso del WC che non lo nega mai nessuno. Attraversiamo il piccolo ponte romano in pietra di Aguapesada, poi quello più grande di Ponte Maceira sul fiume omonimo, con un ampio invaso pieno di scogli che formano alcune cascatelle e una piccola diga, anticamente sfruttata da un mulino.
Incontriamo altri piccoli villaggi, alcuni con delle belle strade in pietra. Molte chiesette e cappelle sono purtroppo quasi sempre chiuse. Ci incuriosiscono i numerosi cruceiros che incontriamo in molte piazze o agli incroci dei borghi e piccole località. Sono grandi croci in granito poste su piedistalli a forma di scalinata, con davanti una sorta di tavolino o altare fatti con la stessa pietra locale. Non ci è chiaro l’utilizzo del tavolino-altare…
Notiamo anche la presenza di numerose aree di sosta, sparse nei boschi, ai bivi dei sentieri o in luoghi inaspettati, dotate di panchine e tavoloni in granito o legno, dove non manca mai un cestino per i rifiuti, sempre pulito e con il sacchetto nuovo. Nei pressi dell'Iglesia de Trasmonte, con il suo cimitero annesso, ci fermiamo per la nostra pausa pranzo di trenta minuti, con i panini preparati al monastero.
Siamo in una zona agricola e il sentiero attraversa dolci colline con qualche salita poco più pronunciata come quella del monte Castiñeiro do Lobo, con un bellissimo bosco di eucalipti, fino a Carballo. In genere il dislivello non è troppo pronunciato. Qui vediamo ancora molti pellegrini in cammino; visto l'orario del primo pomeriggio, capita anche di incrociare qualcuno che procede in senso inverso, ormai sulla via del ritorno verso Santiago.
Tra le case in campagna ci sono tanti orti che ora notiamo e guardiamo con interesse, dal momento che anche noi a casa in Italia abbiamo di recente preso in carico un orto. Ci sono peperoni rossi e verdi allungati, peperoncini e ancora diversi pomodori, ma a prevalere sono le zucche: grosse, tonde e allungate, arancioni e verdi. Talvolta spuntano persino sui cigli delle strade, invadendo ogni angolo.
Notiamo dappertutto la coltivazione di una pianta simile al nostro cavolo nero, ma di colore più chiaro. Avremo l’occasione di chiedere a un contadino, che ci spiegherà essere verdura per gli animali, mangime per i maiali e bestiame vario. Del resto, ci sono anche ampie zone di allevamento, anche se noi vediamo solo mucche: tante, quelle pezzate bianche e nere, custodite in stalle sulle cui pareti hanno dipinto bellissimi murales con tori e mucche sotto un cielo celeste con le nuvole.
In una delle tante località troviamo sul muricciolo di una casa un cartello con la classica freccia gialla del cammino che invita a mettere il timbro sulla credenziale. Rimaniamo attoniti nel vedere che non solo c’è il timbro pronto all’uso, legato con una cordicella alla ringhiera, ma c’è anche un contenitore trasparente con bottigliette d’acqua fredda, che si possono prendere liberamente, tra panetti di ghiaccio per mantenerle fresche. Accanto, un piccolo cassettino invita a lasciare un'offerta libera. È solo il primo di una lunga serie di punti di ristoro allestiti spontaneamente dagli abitanti: singole persone che decidono di offrire ai viandanti un momento di conforto in cambio di un'offerta. Avremo modo di imbatterci in cose molto curiose, ma sempre frutto dell'incredibile gentilezza della gente del posto.

Cassettino nero per i soldi - timbro con la cordicella - cartello con la freccia gialla - contenitore in plastica con bottiglie d'acqua fresca e i pacchetti refrigeranti
Ci avviciniamo alla località di Negreira, prima sosta ufficiale del nostro Cammino. Ritroviamo alcuni pellegrini che avevamo visto sul percorso, ‘la Riminese’ una bella donna di 40/50 anni, tutta abbronzata che dice essere in cammino da oltre un mese. Ci rimane impressa una ragazza con un enorme zaino sulle spalle che spinge la carrozzina con la sua bambina disabile di circa 8 anni. Troviamo una coppia italiana di Treviso e di Roma, anche loro dei forti camminatori.
L’entrata a Negreira è su strade costeggiate da bellissimi crisantemi di colorazione diversa, dal bianco al rosa e blu intenso. Una scorciatoia indicata dai cartelli, ci porta diritti al nostro Albergue San José. Sono le 15.30 e abbiamo camminato 6 ore per fare 21 km, effettivamente è stata una passeggiata molto rilassante, non sentiamo nessuna stanchezza. Troviamo la reception aperta davanti a una grande hall, spazio comune per i pellegrini ospiti, con un bel giardino dietro alle vetrate. In un angolo vediamo già il nostro bagaglio insieme a tanti altri, il servizio del trasporto bagagli di Jesus funziona alla grande!
La receptionist dell'ostello molto gentile e disponibile ci accompagna a quello che doveva essere una semplice stanza con bagno privato prenotata mesi prima. La sorpresa è grande quando veniamo portati allo stabile accanto all'ostello, in ascensore al quinto piano arriviamo all'appartamento mansarda - tutto per noi, con ampio soggiorno, angolo cottura, stanza da letto, bagno completo e una terrazza spettacolare con vista su tutta la cittadina e i dintorni. Bello ma soprattutto molto comodo, spazioso e non manca nulla. Siamo estasiati, non ce lo aspettavamo! Il tutto per soli 45 euro!
Approfitto subito per usare la lavatrice e l'asciugatrice dell’ostello. Faccio 3 viaggi a/r con l'ascensore per portare, far lavare ed asciugare la biancheria per 4+4 €. Funziona tutto alla perfezione. Visto che possiamo cenare nella nostra bellissima mansarda, dobbiamo andare per fare la spesa. Negreira è una cittadina abbastanza grande piena di negozi e di gente. Andiamo in ben due supermercati per trovare tutto l’occorrente per la cena, la colazione e lo spuntino di domani.
Ci prepariamo la cena in questa bellissima dimora con empanada gallega (una specie di torta salata) di carne, insalata, pomodori, formaggio, salame a fette, frutta e un ottimo pane alle noci, purtroppo però leggermente dolce. Infine prepariamo anche i panini per l’indomani. Solo dopo aver sistemato la cucina mi pervade la stanchezza. Andiamo a dormire che sono le 21.30 con 24 km alle spalle.
Al prossimo episodio - 2 tappa











































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