Villafranca del Bierzo – Pereje – Trabadelo – Pradela o Pereje – Trabadelo - La Portela de Valcarce – Ambasmestas - Vega de Valcarce – Ruitelan - Las Herrerias
Martedì di inizio maggio.
Dall'Hotel Mendez di Villafranca scendo in avanscoperta per la colazione al bar di fronte, visto che quello del nostro albergo è ancora chiuso. Nonostante l’antinfiammatorio e il ghiaccio della sera prima, scendere i pochi scalini dal primo piano diventa una vera impresa: la caviglia e la tibia si fanno sentire. Il piccolo bar oltre la strada è ben fornito ed è pieno di pellegrini, anzi, di pellegrine provenienti dagli USA. Chiedo il mio solito croissant e un caffè "poco cortado". Con la signora del bar parliamo dei tanti pellegrini americani in giro; lei, con una battuta, suggerisce che stiano tutti scappando dal loro presidente! Io annuisco sorridendo. Poi torno in albergo, sistemiamo la valigia e ripasso di là con Vincenzo per la sua colazione: ne vale decisamente la pena.
La camminata inizia alle 8.30 in una giornata splendida. La tappa di oggi verso Las Herrerías è di soli 20 km e, stando a quanto ho letto, il percorso non presenta grandi dislivelli perciò decido di stringere i denti e partire. All’uscita di Villafranca il Cammino si divide: un’alternativa più lunga, probabilmente più suggestiva e silenziosa, e il tracciato ufficiale via Pereje, che scegliamo perché più breve. Camminiamo in piano lungo la statale su un sentiero dedicato, ma la vicinanza al traffico rende il percorso piuttosto rumoroso. Procediamo costeggiando il torrente Valcarce, protetti da spessi blocchi di cemento o guardrail. Mentre i piedi di Vincenzo sembrano essersi assestati, il mio sinistro inizia a reclamare attenzione nonostante la fasciatura. Il mio passo è rallentato, tanto che spesso dobbiamo farci da parte per lasciare che gli altri pellegrini ci sorpassino sul viottolo.
Hotel Mendez all'angolo della strada
Bei giardini lungo il fiume sotto il ponte
Marciapiedi con il simbolo del Cammino
Lasciamo indietro Villafranca del Bierzo
Il cammino tra i monti lungo la statale dietro blocchi di cemento
I chilometri per Santiago, per noi invece ne mancano solo 66 km
Poi finalmente una breve deviazione ci conduce a Pereje, un piccolo borgo contadino con le tipiche case in pietra e balconi fioriti, oltre a un buon punto di ristoro. Nel locale troviamo già molti pellegrini, tra cui una ragazza canadese, dai cappelli biondo-rosso davvero coraggiosa: viaggia con il suo bambino James di soli otto mesi che sorride a tutti dal suo passeggino! Ci fermiamo per una pausa e ne approfitto per acquistare un bastone da trekking per 10€. Riprendendo il cammino noto subito di poter camminare un po’ meglio grazie al nuovo supporto.
Case in pietra del borgo Pereje
La ragazza canadese con il suo piccolo James
Pereje accoglie i pellegrini con bandiere, piante e fiori
Una casa di accoglienza pellegrina
Un vicoletto dei contadini
Tipica casa ben restaurata con un bel balcone fiorito
Dopo mezz’ora raggiungiamo la zona di Trabadelo, dove i due percorsi si ricongiungono. Noto le belle case, ben curate, begli infissi, alcune sono temporaneamente chiuse eppure totalmente risparmiate da vandalismi o incuria. I giardini e gli ingressi sono un tripudio di fiori e piante, ci sono tantissime rose, calle e altri fiori. Non mancano la chiesa e, naturalmente, il monumento dedicato al pellegrino.
Paesino più grandicello con case moderne
Splendide rose nei giardini e davanti alle case
Anche le case moderne hanno gli sporti, i piani superiori sporgenti
Monumento al pellegrino - immancabile
Ogni tanto, però, si addensano nel cielo nuvoloni minacciosi che ci costringono per la prima volta a tirare fuori le mantelle. Ma poi smette subito di piovere, il caldo torna a farsi sentire e dobbiamo spogliarci, per evitare di sudare sotto la plastica. Anche gli altri pellegrini, inizialmente bardati di tutto punto, si fermano appena torna il sereno per liberarsi degli strati protettivi.
Cielo azzurro dopo l'acquazzone - la mantella va tolta
Strade secondarie senza traffico né sentiero dedicato
Si entra ad Ambasmesetas con la pioggia
Curioso cartello in mezzo al nulla che indica la prossima farmacia a 1200m
Camminiamo tra le gole dei promontori, con una salita costante ma appena percettibile. A dirla tutta, il percorso in sé non è particolarmente suggestivo, se non fosse per i villaggi che attraversiamo: La Portela de Valcarce, Ambasmestas e Vega de Valcarce, dove ci accolgono stradine secondarie, marciapiedi curati, chiesette in pietra, monumenti al pellegrino, alcune belle ville e piante da giardino rigogliose. Tra le alture svetta un grande viadotto a due livelli, mentre le aree di sosta per pellegrini — sempre in sicurezza — non mancano mai lungo la statale.
Chiesa di Portela de Valcarce
Chiesa di Reutilán
Pubblicità di un agriturismo di 'pallozas' a 5 km
Parco giochi pubblico di La Portela
Abitazioni ad Ambasmesetas
Il grande viadotto a due livelli tra i monti - cielo grigio
Belle ville a Vega de Valcarce - cielo azzurro
Provvidenziali cartelli!!!
Immancabile monumento al pellegrino con le indicazioni delle due direzioni del cammino: per Santiago (190 km) e per Roncisvalle (559 km)
Case trasformate in punti di ristoro
Leggera ma costante salita sui marciapiedi delle piccole località
Gelsomino dei frati o fior d'angelo
Finalmente ci avviciniamo a Las Herrerías, lasciandoci alle spalle la strada principale per imboccare una stradina di campagna. Il paesaggio si trasforma improvvisamente: verdi vallate circondate dai monti, poi una ripida discesa verso un ruscello e, finalmente, l’arrivo in paese. È un luogo incantevole, che sembra fatto apposta per una vacanza all’insegna del relax.
Entrata al borgo di Las Herrerías (i fabbri)
Suggestive costruzioni di montagna
Le frequenti piogge rendono il paesaggio di un verde brillante e rigoglioso
In un luogo fiabesco non può mancare il ruscello
Vicoli località agricole contadine
Le ultime case del paese, il tetto grigio più alto è il nostro albergo
Poco prima delle 15 arriviamo all’albergue, dopo quasi sette ore di cammino: una media di 3-3,5 km/h. In condizioni normali questi chilometri li avremmo divorati, ma oggi è stata una camminata dolorosa.
La nostra struttura, Casa Do Ferreiro, si trova tra le ultime case del piccolo villaggio di Las Herrerías, un po’ nascosta rispetto alla strada principale. È un bell’edificio a più piani in pietra a vista, caratterizzato da una struttura in vetro che racchiude le scale. A riceverci c'è Maria, una quarantaduenne chiacchierona che ne dimostra meno; gestisce l’attività insieme alla madre, Maria, quasi ottantenne e cuoca provetta, da ben ventisei anni. La struttura è stata recentemente ristrutturata: il design moderno, con la luminosa scala in legno dietro la vetrata, si fonde perfettamente con la pietra a vista originale. C’è persino un angolo dedicato all’antico ferreiro (fabbro), dove sono esposti gli attrezzi dell’epoca.
Parte centrale del paesino di Las Herrerias
Tra queste due case spunta il tetto dell'albergo
Bellissima ristrutturazione della casa in pietra a vista con la struttura in vetro per le scale
Laboratorio-Museo del vecchio fabbro che una volta abitava e lavorava qui
Siamo al terzo piano, senza ascensore; passiamo davanti a un piano adibito a soggiorno comune, dotato di divano e pianoforte. La nostra stanza non è grande, ma luminosa, con una finestra che si affaccia sui tetti grigi del paese. Il bagno è piccolo, ma la doccia è ottima e c’è anche l’asciugacapelli che Vincenzo usa subito per asciugare le scarpe. Scopriamo che la stanza si riscalda attraverso le pareti, una particolarità interessante per risparmiare spazio. Abbiamo un letto matrimoniale: solitamente li evito perché spesso troppo piccoli per noi, ma questa volta ci accontentiamo. Il tempo di applicare il ghiaccio e ci concediamo un po' di riposo.
Piano intermedio come soggiorno comune con pianoforte
Il vano delle scale dietro una vetrata luminosa
Dalla nostra finestra: tetti grigi e il paese sullo sfondo
Per la cena scendiamo al nostro solito orario, le 19:00. In sala ci sono altri pellegrini, tra cui una giovane donna tedesca di origini italiane, che sta percorrendo in solitaria la Via de la Plata, partendo da Siviglia; ci racconta dettagli affascinanti su quel singolare e impegnativo Cammino.
Ormai la scarpetta è stata fatta, di certo c'erano le cipolle...
Il locale da Maria
Il 'flan', cioè creme caramelle non manca mai nella scelta dei dessert.
Le foto, che solitamente uso per ricordare cosa abbiamo mangiato, mostrano purtroppo solo piatti vuoti. Ricordo bene, però, il menù scritto a mano in inglese, il vino e l’acqua a volontà, e la foto rivela il flan per dessert. La serata termina come è iniziata: con un bell'antinfiammatorio e una borsa del ghiaccio, dopo questi ultimi 21 km.
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Tappa 14 - Las Herrerias - O Biduedo




















































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