Burgos - Tardajos – Rabè de las Calzadas - Hornillos
Oggi inizia il nostro quarto cammino di Santiago di Compostela, quello più conosciuto, il Camino Francese. Ma questa volta non arriviamo fino alla celebre città del Santo, né inizieremo dalla Francia, dove effettivamente ha inizio questo cammino, ma faremo solo la parte centrale, proprio quella della Meseta, cioè dell’altopiano. Per ragioni logistiche abbiamo scelto la partenza da Burgos e l’arrivo a Sarria, 370 km totali. Infatti da quest’ultima località mancano poco più di 100 km per Santiago, quelli necessari per conseguire la 'Compostela', l'ambita certificazione che attesta di aver fatto il pellegrinaggio. Molti pellegrini iniziano proprio qui il loro cammino, noi invece lo concludiamo, visto che a Santiago ci siamo già arrivati altre 3 volte.
Burgos dista 500 km da Santiago e da qui inizia la Meseta a 900m di altitudine. È un lungo percorso quasi in totale pianura tra estesi campi coltivati con pochissimi alberi e talvolta anche pochissimo rifornimento. Perciò viene spesso considerata la parte più dura e noiosa del cammino. A noi incuriosisce proprio per questo. La Meseta finisce a Leon, dopo quasi 200 km. Poi cambia il panorama.
Per arrivare a Burgos abbiamo preso l’aereo dall’Italia per Bilbao e poi con il bus Alsa siamo arrivati comodamente a Burgos in 2 ore. La cittadina di Burgos, capoluogo della Castiglia, merita assolutamente una sosta, è davvero molto graziosa e suggestiva. Il suo centro storico medievale, l’imponente arco di Santa Maria tra medievale e rinascimentale, le sue belle piazze e stradine, il bellissimo parco lungo il rio Arlanzón, l’interessantissimo Museo de la Evolución e soprattutto la sua splendida cattedrale gotica, patrimonio dell'umanità UNESCO che ospita la tomba di Rodrigo Díaz de Vivar, il leggendario "Cid Campeador", insieme a quella di sua moglie Doña Jimena, sono una tappa fondamentale del Cammino Francese.
Arco di Santa Maria all'entrata di Burgos
È un giovedì di fine aprile con il sole. La nostra prima tappa è di 21 km ufficiali fino alla località di Hornillos. Io e Vincenzo lasciamo la bella dimora del Hostal Carrales di Burgos e andiamo a fare colazione all’angolo della strada da Bertiz che è ancora chiuso, apre alle 8.30. Un classico in Spagna, anche i bar aprono ‘con comodo’, anzi, questo è piuttosto mattiniero. Faccio qualche foto e poi si va a fare colazione con quei bei croissant, grandi quanto un piatto, servito sempre con coltello e forchetta.
Iniziamo il cammino attraversando la cittadina di Burgos lungo il suo fiume Arlanzòn. Davvero bellissima cittadina che si sta preparando per una festa regionale della Castilla e Leon (Si commemora l'anniversario della Battaglia di Villalar del 23 aprile 1521. In questa data, le forze del re Carlo I sconfissero i 'Comuneros', che si erano ribellati per difendere le libertà delle città castigliane. Anche se fu una sconfitta militare, oggi è celebrata come simbolo dell'identità e dell'autonomia della regione.) Quindi tutto chiuso e grandi preparativi nelle strade, forse per una corsa campestre.
Preparativi a Burgos per la festa di Castilla e Leon
Lungo il fiume c’è il bellissimo Parque el Parral per rilassanti passeggiate e con delle curiose panchine in legno. I lunghi viali pedonali sono incorniciati dall’intreccio dei rami nudi dei platani; un'architettura ancora spoglia in attesa della folta chioma estiva che darà ombra e sollievo. Camminiamo fino alla fine del parco, molto ben attrezzato. Avevo programmato una fermata al supermercato Mercadona, lungo il percorso, ma è chiuso, è festa. Inizia il cammino con tanti segnali gialli e simboli della conchiglia dappertutto, sui cartelli, sui muri, per terra. Impossibile perdersi. Ci sono diversi pellegrini in cammino.
I platani del Parque el Parral - Burgos
Le curiose panchine in legno del parco
Il parco di Burgos lungo il fiume Arlanzon
Vincenzo ha bisogno di sistemarsi meglio i cerotti ai piedi, inizia con qualche problema alle dita. A circa metà del percorso si passa dalle cittadine di Tardajos e di Rabè de las Calzadas, tutte e due curiosamente gemellate con una località di Pisa, Santa Maria al Monte! Le località sono decorate con tanti bei murales, una caratteristica molto comune in tutti i paesi del Cammino, forse dell’intera Spagna. La meseta si presenta nella sua migliore veste con un bellissimo paesaggio collinare molto basso e lunghi sentieri serpentini tra campi coltivati, davvero molto suggestivo. Poi, nei pressi di un gruppo di case contadine incontriamo un gregge di pecore che ci passano accanto. A Rabè facciamo la nostra pausa pranzo con i panini comprati al bar Bertiz.
Località gemellate con Santa Maria a Monte di Pisa
I bellissimi murales che si trovano in quasi tutte le località
Omaggio a grandi personaggi
...e ai pellegrini.
Paesaggi della Meseta
La tipica segnaletica del Cammino nella zona di Castilla e Leon
All’uscita di Rabé de las Calzadas incontriamo la 'Ermita de la Virgen del Monasterio'. È una cappella piccolina e, cosa non scontata, è aperta: all'interno una suora anziana, minuta e gentile, mi benedice e mi regala una medaglietta. L'ho portata con me quasi fino alla fine del Cammino; poi, quando si è presentata la tendinite al piede, l'ho tolta, disillusa dal fatto che non mi avesse portato la fortuna sperata!
Capilla Ermita de la Virgen del Monasterio
Poco prima di Hornillos, una bella area di sosta sulla destra ci invita a fare una pausa sotto l’ombra di un bel boschetto di alberi altissimi. È la ‘Fuente de Praotorre’, infatti c’è una fonte, ma asciutta. Riposiamo un po’ anche perché è presto, sono solo le ore 13.
Arriviamo al paesino di Hornillos, situato in una valle e disabitato dal 1500, ma che poi rivive con i pellegrini e l’Albergue Municipal. Sono quasi le tre di pomeriggio quando arriviamo al nostro albergo prenotato: ‘de Sol a Sol’, una piccola
costruzione familiare di due piani, sopra alcune stanze ognuna con il suo
bagno, a piano terra la cucina e una piccola sala con alcuni tavoli per la colazione e l’eventuale
pranzo. Tutto in pietra, molto carino. Ci accoglie il proprietario con la compagna brasiliana che si dedica ai preparativi in cucina, ma solo fino alle ore 15, non per cena. Porto in camera un caffè 'cortado' e un brownie confezionato, acquistato nell'unico negozietto del paese che si trova proprio di fronte all'albergo: ha pochissima scelta e i prezzi sono decisamente alti.
Hornillos del Camino
Albergue De Sol a Sol a Hornillos
Viandante, non c'è cammino,
il cammino si fa andando
Piazzetta centrale del borgo
Alle 18:30 usciamo per fare un giro in paese e cercare un posto dove cenare. Il borgo è carino, tutto in pietra, con la chiesa e una piazzetta, ma non c'è molto altro. C’è poca gente in giro e il tempo è bello.
Ci consigliano 'Casa Manolo', anche perchè non c'è molto altro. È un locale piccolo ma affollato di pellegrini; restiamo in attesa di un tavolo, circondati da una musica fin troppo alta. Il personale, di origine sudamericana, è molto indaffarato. Finalmente si libera un posto, ma il menu non è di nostro gradimento: propongono pietanze agrodolci che non fanno per noi, così decidiamo di andare via.
Proviamo allora 'La casa del Abuelo', due case più indietro, quasi nascosto dietro un cancello semiaperto. Non ci sono clienti, ma ci accolgono subito con un menu che ci ispira. Ordiniamo risotto alle verdure, 'cachopo' (una sorta di cotoletta farcita) con patatine e una bella insalata mista. È tutto perfetto; ci avanza del risotto e dell'insalata e ci facciamo impacchettare tutto in un contenitore di plastica, che la proprietaria premurosamente lava prima di utilizzare.




















Commenti
Posta un commento