Hospital - Villares de Orbigo – Santibañez de Valdeiglesias – San Justo de la Vega – Astorga – Valdeviejas – Murias de Rechivaldo
Oggi è venerdì primo maggio. Ci alziamo presto e prepariamo per Pilbeo. Il bar della Encina è già in funzione con un bel po’ di clienti al banco. Tra i baristi c’è anche la signora della sera prima, forse la proprietaria. È così indaffarata e poco disponibile che preferiamo andiamo via senza colazione. Sono le 8 e la giornata è splendida ma fresca. Cielo terso. Vincenzo inizia a camminare molto piano ma si sente già riavere con i suoi sandali nuovi. Fortunatamente oggi i chilometri non sono tanti fino alla nostra prossima dimora a Murias de Rechivaldo, ma dobbiamo attraversare la città di Astorga.
Ripercorriamo parte del lungo ponte del ‘Paso Honroso’ per uscire dal paese dal lato opposto da dove ero venuta il giorno avanti. Ci sono diversi pellegrini in cammino. All’uscita del paese c’è un bivio con due percorsi che portano a San Justo de la Vega. Le indicazioni più evidenti portano a destra. Infatti è il percorso che attraversa i campi lontano da strade trafficate e passa dalle località di Villares e Santibañez. È appena 1km più lungo di quello che scorre accanto alla strada provinciale. Ma ne vale la pena. Io poi ho già fatto ieri un percorso lunghissimo accanto a strade trafficate.
Sul ponte Paso Honroso di Hospital de Orbigo
Uscendo dal paese di Hospital de Orbigo
Giornata splendida con sentieri su strade sterrati
Una grande freccia fatta con le pietre, impossibile perdersi
Un terreno rossiccio su dolci saliscendi
Il paesaggio è molto bello, leggermente collinare, ci sono campi coltivati, mandrie di mucche e balle di fieno. Ancora è troppo presto e non ci si ferma al primo paese di Villares de Orbigo dove invece c’era un bar aperto. Proseguiamo fino a Santibañez, sono le 10, adesso ci vorrebbe una colazione. Ma non troviamo altro che un insignificante cartello con la scritta ‘Albergue parroquial’. Entriamo in un ambiente molto buio, ci viene incontro un vecchietto che ci dice di servire caffe e colazione. Lo seguiamo e ci porta al giardino interno, un po’ arrangiato, ma molto bellino. Arrivano la moglie e la figlia del vecchio, chiediamo un caffè e qualcosa di dolce da accompagnare. Ci porta un caffe lungo istantaneo e due biscotti confezionati. Meno male avevamo dei biscotti nostri. L’unica cosa buona erano le toilette, rustiche ma pulite. Arrivano anche le 3 donne svedesi che avevamo visto l’altro giorno e un gruppo di altri pellegrini. Una delle svedesi parla con Vincenzo e gli suggerisce di comprare i calzini magici da 60€ contro le vesciche! Paghiamo 5€ per la colazione e il vecchietto molto gentile ci regala pure due mele rosse che prima lava e asciuga accuratamente con un cencio.
Paesaggi collinari
Entrando a Santibañez de Valdeiglesias con i murales in tema agricolo
L'evidente anima vitivinicola della zona
Sosta nel giardino dell'Albergue Parroquial
I bagni spartani ma pulitissimi
Le svedesi dei calzini magici
Il paesaggio muta forma rispetto ai giorni precedenti: i vasti campi, finora coltivati a ceci e orzo, lasciano il posto a distese adibite al pascolo. Ci stiamo addentrando a zone dedicate all'allevamento e si vedono sempre più gruppi di mucche al pascolo.
I sentieri sulla terra giallo/rossiccia sono in continuo dolce saliscendi a serpentina. Qui si vedono molti pellegrini. Arriviamo alla croce e scultura del pellegrino e decido di lasciare i miei sandali vecchi facendo un video per Andres (l’oste che mi aveva cucito le suole). Me l’aveva chiesto lui di raccontargli fin dove sarebbero arrivati. Ormai ho i sandali nuovi che sono perfetti, questi vecchi glieli lascio al monumento.
Grandi aziende di allevamento con campi per il pascolo
Panoramici sentieri a serpentina
Le serpentine tra i campi
Area sosta con la croce e il monumento al pellegrino
Monumento del pellegrino con i miei sandali vecchi
A metà strada tra Santibañez e San Justo de la Vega, in mezzo al nulla, c’è un’area di sosta incredibile: El Jardin del Alma. Un tizio piuttosto alternativo con la barba bianca ha allestito il posto con divani all’aperto, teli che fungono da copertura in caso di bisogno, decorazioni hippy, musica, un tavolo rotondo basso PIENO di cose buone, biscotti, frutta secca, frutta fresca tagliata a pezzi, uova sode, marmellata ecc. Il tutto molto ben sistemato in contenitori separati con coperchi trasparenti. Poi c’è uno stand con tutte le bibite, caffè, acqua, yogurt, ecc. Il tutto è rigorosamente self service, con la cassettina per la donazione libera. Fantastico. Io prendo un biscotto e lascio 40 centesimi. Il posto è molto frequentato, pellegrini che suonano la chitarra, altri si riposano. Non manca un cane collie molto socievole che invita i pellegrini a giocare: porta una vecchia palla a chiunque incontri, attendendo con entusiasmo che gliela rilancino. Un bellissimo posto per il ristoro, assolutamente da tenere presente!
Area di sosta 'hippy' inattesa
I cerchi di pietre, non so se hanno un significato
Divani con eventuale copertura, credo si possa anche pernottare qui
Il tavolo delle offerte incredibili - tutto self service a donativo
Stand delle bibite
Dopo questa inattesa sosta abbiamo ancora qualche chilometro prima di arrivare a un piccolo 'crucero' e poi al grande piazzale con el Crucero de Santo Toribio, da dove si vede la valle di San Justo de la Vega e persino qualche accenno della città di Astorga in lontananza. Il piazzale è ben attrezzato per la sosta, c’è anche una bella statua del pellegrino che beve dalla borraccia, ottima scenografia per le foto. Con una pellegrina bielorussa ci scambiamo la cortesia.
Pellegrini in cammino
Il piccolo crucero prima di San Justo
Piazzale del Crucero de Santo Toribio
I pellegrini si dissetano
Si scende verso San Justo, fa caldo, è tutto chiuso, sarà per il primo maggio? Attraversiamo il paese e la strada porta ad Astorga tra qualche campo agricolo e i sobborghi con i murales, uno persino dedicato all’imperatore romano Augustus. Da lontano, la cattedrale di Astorga sembra venirci incontro, diventando sempre più imponente. Ma prima di entrare nella città bisogna attraversare il grande ponte pedonale di ferro sopra la ferrovia, dove incontriamo il lecchese e l’ucraina. Insieme facciamo ancora qualche salita per arrivare in città dove ci sono i preparativi per una festa popolare. Noi ci fermiamo in una bella piazza accanto allo scavo archeologico. C’è l’ombra, una fontana e sulla strada ci sono tanti negozi aperti. Su una panchina di questa bella piazza facciamo la nostra pausa pranzo e assistiamo alla processione popolare con tanto di banda e statua religiosa che passa proprio davanti a noi. È la festa di San Giuseppe Artigiano che appunto coincide con la festa dei lavoratori.
San Justo de la Vega desolata e assolata
Sobborghi di Astorga con la cattedrale in fondo
Imperatore Augustus sui murales
Antonio Gaudi sul mural
Imponente ponte pedonale sopra la ferrovia di Astorga
Il cioccolato di Astorga sembra essere una vera tradizione storica, ne compro un pezzetto per assaggiare, forse ho sbagliato, ma mi sembra solo mediocre. Poi lentamente attraversiamo la città evidentemente in festa con tantissima gente a giro, passeggiando. Arriviamo alla cattedrale, grandiosa, incredibile, non entro, ci fermiamo invece a sentire un’altra banda di musicisti che suonano dietro la cattedrale. Riprendiamo il cammino e ci sfugge il Palazzo di Gaudi, che era proprio lì vicino.
Piazze di Astorga in festa
Mural con tema: 'Mantecadas de Astorga' un tipico dolcetto del posto
Questa bicicletta non la possono rubare!
Banda musicale in onore a San Giuseppe Artigiano
La maestosa cattedrale di Astorga
Dopo quasi un’ora e mezza usciamo da Astorga passando da Valdeviejas e l’eremo di Ecce Homo, una chiesetta sul cammino. Poco prima di Murias de Rechivaldo, la nostra meta di oggi, c'è nuovamente un bivio con due opzioni: uno porta al paese di Murias, l'altro verso Castrillo de los Polvazares. Tutte e due si ricongiungono poco prima di Santa Catalina de Somoza. Noi prendiamo per Murias, dove arriviamo alle 15 all’albergue ‘La Veleta’, una casa familiare tutta in pietra, molto ben tenuta. La signora ci accoglie, inizialmente in modo troppo riservato. Ha un canino e mille ninnoli in casa. Lei ci abita a pianterreno, sopra le scale ci sono le stanze che affitta. La nostra stanza è bella grande, luminosa in stile country con i letti in legno e copriletti damascati marroni, una finestra e una portafinestra con balcone che dà sul cortile interno, molto pittoresco. C’è un petale fiorito sopra l’armadio, immagino sia solo di decorazione. Il bagno tutto rosa in stile ma la doccia un po’ tiepida.
Cappella Ermita di Ecce Homo a Valdeviejas
Entrata a Murias de Rechivaldo
La bella villetta albergo in pietra
Albergue La Veleta di Murias
Stanza in stile country con petale sull'armadio
Bagno in rosa
Pittoresco balconcino della nostra stanza
Alle 19 scendiamo per fare un giro e trovare da cenare. La signora ci suggerisce di andare da Cris perché il locale nuovo di fronte a casa sua, ‘Caldero de Bruja’ è gestito da una signora che viene da una comunità hippy…la scusa è che non ha ancora avuto nessun feedback.
Io sono preoccupata per la prenotazione di domani a Foncebadòn, il Convento. Nei mesi scorsi sono riuscita a fare soltanto una prenotazione telefonica, non ho nulla di scritto. Ma non mi rispondono, chiedo aiuto alla signora che cerca di telefonare, ma niente, non rispondono. Mentre usciamo notiamo la bella porta in legno massiccio, rustica, probabilmente davvero antica, medievale con serratura a scrocco.
La cittadina è molto carina, stradine, costruzioni e piazzette molto ordinate. Non c’è quasi nessuno per strada. A quest’ora i pellegrini sono tutti a tavola o già a letto. Passiamo da Cris, ma è chiuso anche quando passiamo alle 19.30 quindi torniamo verso casa e andiamo al locale di fronte, dalla signora hippy. Mabe, la figlia della mamma hippy, tatuata e con il piercing è estremamente gentile e carina. Non hanno il menu pellegrino, ma ci sono tante cose sfiziose preparate al momento. Io chiedo una curiosa lattuga grigliata con formaggio caprino, pomodorini e peperoni. Vincenzo prende la carne con patate e insalata. Tutto buono, il suggerito tiramisù de la casa un po’ meno.
Stradina con i mattoni a Murias
Bella piazzetta curata a Murias
Nuovo locale a Murias - Caldera de la Bruja
Fettina di carne con patate e insalata
Lattuga grigliata con formaggio caprino
Alle 20 siamo nuovamente a casa. La signora conferma che non è riuscita a mettersi in contatto con il Convento.
Oggi Vincenzo è andato molto bene con i sandali e le vesciche bucate e drenate. Abbiamo fatto 23 km effettivi.
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Tappa 10 - Murias de Rechivaldo - Foncebadon



















































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