La Virgen del Camino - Valverde de la Virgen - San Miguel del Camino - Villadangos del Páramo - San Martin del Camino - Hospital de Orbigo
Giovedì, ultimo giorno di aprile 2026. Stamane mi sveglio alle 6 visto che andiamo a dormire con le galline! È ancora buio ma intanto mi alzo per fare i preparativi. Abbiamo deciso che Vincenzo prenderà il bus Alsa con comodo, che lo porterà alla nostra prossima destinazione: Hospital de Orbigo.
Curiosità:
In Spagna ci sono tantissime località con il nome 'Hospital di ...' e poi un nome. Non sono ospedali o cliniche sanitarie ma testimonianze dirette della storia del pellegrinaggio verso Santiago de Compostela. Nel Medioevo, il termine latino hospitale non designava un luogo di cura medica, ma un rifugio o ostello destinato ad accogliere, nutrire e dare riparo ai viaggiatori e pellegrini, diventando punti di accoglienza fondamentali per la sopravvivenza dei viandanti. Intorno a questi rifugi sono poi nati i villaggi e le città, lasciando il nome originario di ‘Hospital’.
Io invece andrò a piedi, con i miei sandali nuovi, comodissimi. La giornata è buona, il cielo un po’ coperto, ma non si preannuncia pioggia. Usciamo insieme per fare colazione, non sono ancora le otto ed è ancora tutto chiuso. Quindi Vincenzo rientra, il suo bus passa soltanto verso le 9. Io mi incammino.
Il percorso di oggi sarà prevalentemente lungo strade principali, attraverso alcuni sobborghi prima, e le località di San Miguel, Villadangos e San Martin poi. C'è un percorso alternativo che passa da Villar de Mazarife, di circa 3km più lungo, attraverso i campi su strade secondarie e sentieri. Sicuramente più tranquillo e panoramico. Ma visto che sono da sola, preferisco prendere l'opzione più breve, cosi arrivo prima. A chi invece sta programmando il percorso, suggerisco senz'altro l'alternativa.
I due percorsi: da Villadangos o da Villar de Mazarife
Passo senza fermarmi dalla Chiesa de la Virgen del Camino, conosciuta per le sue sculture moderne sulla facciata. Poi, più avanti in un area verde con un laghetto, si vedono ancora alcune vecchie grotte-bodegas ormai in disuso, infine bisogna oltrepassare un grandissimo svincolo stradale totalmente in sicurezza su sentieri sterrati in mezzo alla vegetazione.
Basilica della Virgen del Camino con la singolare facciata
Area verde con grotte-bodegas nello sfondo
L'entrata di una grotta-bodega abbandonata
Grande svincolo da attraversare, ma con sentiero dedicato
La prima località è Valverde dove vedo un campanile della chiesa pieno di nidi di cicogna. Il tempo è coperto, ma non piove. Cerco un bar per fare colazione, ma è tutto chiuso. Dopo qualche chilometro, prima della seguente località di San Miguel c’è un chiosco aperto su una collinetta, l'Oasis the Jungle. Mi fermo e faccio un’ottima colazione con croissant fresco e spremuta, fantastico. L'oste è una giovane donna molto carina e tiene il piccolo locale molto ben fornito, ordinato e pulito, come anche la toilette accessibile dall’esterno. Pellegrini, fermatevi qui, ne vale la pena!
Valverde con il campanile con i nidi di cicogna
Gli inquilini del nido vigilano
Bar Oasis - The Jungle
I buonissimi croissant spagnoli
I lunghissimi sentieri accanto alle strade sono molto trafficate e rumorose. Poi il cammino continua vicino a un grande cantiere stradale dove noto i singolari lastroni di cemento di color rosato, la stessa tonalità della terra circostante, con cui vengono coperti i grandi muri di sostegno. Una fila orizzontale di lastroni porta il simbolo della conchiglia, quella del cammino di Santiago! Mi sembra molto bello che questi grandi lavori di infrastruttura vengono realizzate con queste accortezze.
Lavori stradali in corso
Lastroni con i simboli della conchiglia di Santiago
Ci sono ancora tanti sentieri dedicati in pianura accanto a strade rumorose. Non vedo tanti pellegrini, forse evitano questo tratto davvero insignificante e noioso, e scelgono il percorso alternativo. A San Martin del Camino faccio la mia pausa pranzo in una piazza nascosta dietro a una fila di case. Perfetta, con una bella panca e persino una fontana. La giornata è coperta ma asciutta. In un bar uso il bagno comprando un succo di frutta, qui non c’è la spremuta.
San Martin del Camino
Le indicazioni sono dapperttutto - difficile perdersi
Piazzetta per la mia pausa pranzo
Con tanto di monumento al pellegrino
In questo tratto di oggi ho visto un adesivo su un cippo, la segnaletica del cammino, che diceva:
Eat pasta run fasta
Mi fa ridere vederlo qui dove non è consuetudine avere piatti di pasta sui menu.
Riparto dopo 20 minuti di riposo. Appena uscita dalla località di San Martin, il sentiero è sempre uguale: da un lato ho la strada trafficata, dall’altro un canale di irrigazione di cemento. Non mancano ogni tanto dei tratti un po’ più belli tra la vegetazione o piccoli boschetti, faccio persino l’incontro con una mandria di vacche nere molto belle, ‘de carne’, mi dice il mandriano quando gli chiedo se sono da latte o da carne.
Lunghissimi sentieri dedicati tra strade trafficate e canali di irrigazione
Canali di irrigazione con chiuse e deviazioni
Non sono ancora le 13 quando alle porte di Hospital de Orbigo, ad appena 1 km inizia a piovere. Mi tocca prendere la mantella. Dopo tanta strada piuttosto brutta finalmente si entra in una deviazione tranquilla che porta a questo paesino che si rivela essere davvero carino. Si entra dal famoso puente del Honroso, un ponte di pietra basso con tanti archi e un panorama sul paese davvero bello. Faccio un sacco di foto e smette anche di piovere. Poi sento la voce di Vincenzo che mi chiama, non mi ero accorta che ero a pochi passi dall’albergo, e lui era venuto a riscontrarmi.
Deviazione che porta al paese di Hospital de Orbigo
Vista dall'entrata del paese sul famoso ponte
Il ponte medievale del 'Paso Honroso'
Il lungo ponte di pietra che porta al paese
Albergue La Encina
Curiosità sul Puente del Paso Honroso:
è uno dei ponti medievali più lunghi, celebri e affascinanti di tutto il Cammino di Santiago. Il ponte perfettamente conservato è simbolo per ogni pellegrino: calpestare le sue antiche pietre significa camminare letteralmente nella storia, proprio sullo stesso percorso calcato per secoli da viandanti e cavalieri medievali. Costruito in pietra nel XIII secolo sopra il fiume Órbigo, con quasi venti arcate. È famoso per la leggenda cavalleresca del 1434: il nobile cavaliere galiziano Don Suero de Quiñones, per liberarsi dal "voto d'amore" verso una nobildonna, istituì qui un torneo d'armi. Insieme ad altri compagni, sfidò a duello per un mese intero tutti i cavalieri diretti a Santiago che tentavano di attraversare il ponte. Dopo aver spezzato ben 300 lance, il "Passo d'Onore" (Paso Honroso) fu superato, e Don Suero si recò in pellegrinaggio a Santiago per ringraziare l'Apostolo.
Cartello esplicativo sul ponte
Il nostro albergue La Encina è soprattutto un locale bar per i residenti del posto, molto frequentato. Passando dal retrobottega si va verso le stanze dell'albergo. La nostra è molto grande con due letti, un terzo chiuso e un bagno grande. Per noi pellegrini la doccia è sempre la cosa più importante. Trovarla spaziosa, con un bel getto, abbondante acqua calda, dispenser di sapone, tappetino poggiapiedi e teli bagno grandi è proprio il massimo. Non sempre capitano tutte queste caratteristiche insieme, comunque non possiamo dire di aver trovato problemi, la doccia dei nostri alloggi è sempre stata più che soddisfacente.
Albergue La Encina all'entrata del paese, a 100m dal famoso ponte
La giornata di riposo ha fatto bene a Vincenzo, ma ha una vescica sotto il piede che ancora da fastidio. Usciamo per trovare una farmacia in questo paesino piuttosto piccolo. Il tempo si è rimesso completamente, c’è il sole e fa caldo. È un bel paesotto ma con poco movimento. Alle 16.30 apre la farmacia e noi siamo già li. La farmacista guarda le ferite ai piedi, le vesciche sono da aprire e le dita vanno lasciate il più possibile all’aria, ad asciugare. Prendiamo la garza, il disinfettante e un ago sterile. Torniamo all’albergo e facciamo l’operazione.
Una delle piazzette di Hospital de Orbigo
Strada principale di Hospital de Orbigo - pavimentazione sempre particolare
Chiesa di San Juan Bautista
El Puente del Honroso - pavimentazione in pietra
Anche qui in questo albergo-ristorante hanno il menu pellegrino da 17€ per il quale ci siamo già prenotati. Quindi, alle ore 19 usciamo dal retrobottega e andiamo al locale ristorante frontale dove ci sono già alcuni residenti seduti ai tavoli. Mi avvicino a un tavolo libero vicino alla finestra e sto per sedermi quando veniamo richiamati velocemente dall’oste e portati in una sala di passaggio del retrobottega, vicino alle cucine, senza finestre e con luce cupa! Per noi pellegrini la cena viene servita qui. La gentilezza non è molto presente in questo albergue, sembrano essere tutti sovraccarichi di lavoro. Comunque, la cena è discreta, affettati e lacon (fette di maiale) con peperoni per Vincenzo, io una grande insalatona con asparagi e tonno molto buona e poi uova stracciate con funghi champignon, flan, 'tarta de queso', vino e acqua (non a volontà). In questa saletta c’è un pellegrino seduto da solo e una coppia giovane, lui di Lecco e lei ucraina, con i quali avremo modo di conversare nei giorni successivi.
Sala riservata per i pellegrini
Affettato e formaggio
Insalatona con asparagi
Lacon (fettina di maiale) con peperoni
Flan con nata (panna)
Torniamo nella nostra stanza del retrobottega. Domani Vincenzo vuole provare a camminare.
Io oggi ho percorso in totale 27km di cui 25 fatti di cammino puro, una bella camminata tutta in piano a ritmo sostenuto, in sole cinque ore. Poi altri 2 km nel pomeriggio, girando per il paese. Ripensandoci a mente fredda nei giorni successivi, ho iniziato a sospettare proprio di quella camminata: è forse da allora, infatti, che avverto uno strano ‘tirare’ lungo il piede sinistro.
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Tappa 9 - Hospital de Orbigo - Murias de Rechivaldo



































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