Bercianos del Real Camino - El Burgo Ranero - Reliegos - Mansilla de las Mulas
Martedi di fine aprile. Dalla finestra la giornata appare bellissima.
Ci prepariamo con i soliti impegni di sistemare le dita dei piedi, Vincenzo ci mette un bel po’ con cerotti e cappucci di silicone. Poi chiudo la valigia per Pilbeo e la portiamo alla Reception. Intanto vado a vedere per la colazione. Costato che nonostante il grande locale bar, non hanno quei bei croissant che ci piacciono tanto, inoltre ci sono troppe persone che aspettano di essere serviti dall’unico barista impegnato in mille richieste. Decidiamo quindi di andare via senza colazione e alle 8 siamo già fuori sulla strada per il paese di Bercianos. Facciamo appena 700m e all’inizio del paese in un bel bar all’angolo già aperto (cosa rara) con il bel sole sui tavolini ci fermiamo. Facciamo un’ottima colazione con i nostri bei croissant spagnoli che sono esageratamente grandi rispetto a quelli italiani, tanto che li servono con le posate, forchetta e coltello. Non sono tanto dolci, infatti vengono spesso imbottiti con prosciutto o ‘chorizo’, salame. Noi li preferiamo in versione dolce con la marmellata.
I curiosi sedili a pedali del bar
Il cammino prosegue su lunghi sentieri dedicati e alberati accanto a strade vuote fino a El Burgo Ranero dove ci fermiamo soltanto per l’uso della toilette, visto che abbiamo i nostri panini per il pranzo, comprati il giorno avanti al supermercato.
Mentre siamo sul nostro percorso incontriamo un signore anziano con il bastone che cammina sulla strada, è evidente che non è un pellegrino, ma dove va? Lo scopriamo pochi metri più avanti quando vediamo sulla sinistra l’entrata al cimitero del paese… Invio la foto a nostro figlio per rassicurarlo ironicamente che siamo in buona compagnia sul cammino!
Dobbiamo ora affrontare 13 km senza alcun punto di ristoro o località. Sul sentiero dedicato ci sono però diverse aree di sosta molto ben attrezzate qualcuna anche con copertura, sia per fornire ombra che riparo in caso di pioggia. Ci sono tratti di strada scoperti, al sole e ora fa già caldo. Il paesaggio è sempre il solito, campi coltivati quasi all’infinito con leggerissimi dislivelli. Ora però si vedono anche grandi sistemi di irrigazione che si spostano lentamente lunghi i campi. Si iniziano a vedere le prime mucche, da campi prettamente agricoli vediamo alcune aree per il pascolo degli animali. Intanto Vincenzo è dolorante con i suoi piedi.
Curiosità: durante tutto il nostro cammino è capitato spesso che il cammino passi sotto a dei ponti, grandi o piccoli, snodi stradali e grandi incroci. Notiamo con molta sorpresa che questi luoghi (sotto i ponti) da noi talvolta terra di nessuno e comunque di forte degrado, qui sul Cammino sono in condizioni perfette, molto ben mantenuti, segnalati e pulitissime.
Percorsi alberati ma non sempre
Grandi sistemi di irrigazione che si muovono lentamente sui campi
Area di sosta attrezzata con copertura
Passare sotto i ponti in perfetto stato
Dopo 3 ore arriviamo al primo bar di Riliegos, La Casa de Teddy. Chiedo il numero di un taxi. In attesa di decidere il da farsi, ci godiamo il nostro panino ai tavoli all'ombra degli alberi. Diversi pellegrini passano di qui, alcuni si fermano, altri proseguono oltre. Di fronte al bar, un uomo accosta con l'auto ed entra in un campo; Vincenzo prova a chiedergli un passaggio, ma è diretto altrove. Poco dopo arriva la postina con la macchina: è gentilissima e si offre di dargli un passaggio, avvertendoci però che dovrà fermarsi spesso. Vincenzo, tuttavia, declina la gentile offerta. Alla fine optiamo per il taxi, che arriva a prenderlo dopo soli dieci minuti. Sono le 14.
Bar La casa de Teddy
Io mi incammino per gli ultimi 6 km per Mansilla de las Mulas. Il sentiero continua accanto alla strada che ora diventa più trafficata. Negli ultimi km raggiungo l’australiano che avevamo trovato a un tavolino con la moglie, lei è già andata avanti con il taxi. Attraversiamo una grande sopraelevata prima di entrare al paese. Io sono quasi arrivata e lo saluto, lui alloggia più al centro del paese. Arrivo alla Pension Blanca intorno alle 15.30. Suono il campanello e dalla porta accanto viene una giovane signora grassottella ad aprirmi, Nuria. Subito dietro a lei arrivano due ragazzini, un bimbo di circa 6 anni (Fabiàn) che mi porta un lecca lecca, poi me lo riprende e me ne porta un altro, dice che il primo era rotto. L’altra è una bambina di circa 11 anni che annuncia alla mamma a gran voce che va a fare la cacca…!
Attraversamento del ponte prima di Mansillas
Mural in tema agricolo
Mi sento arrivata in casa del mio condominio quando tutte le famiglie avevamo i bambini piccoli!
La stanza al primo piano è molto piccola, con una finestra che da al cortile della casa di Nuria. Una doccia e mi butto sul letto. Alle 19 siamo seduti nel bar-ristorante accanto, pieno di pellegrini. Prendiamo un menu pellegrino con zuppa di verdura, ottima insalata mista e un flan più un baccalà in terrina bollente fuori dal menu. Pagato 50,50€. Meglio non prendere mai qualcosa fuori dal menu.
Zuppa di verdure
Insalata mista con asparagi
Terrina bollente
Prima di andare a dormire, decidiamo di prendere l'autobus per León domani. Vogliamo far riposare i piedi di Vincenzo, che anche oggi ha macinato 20 km, e il meteo promette pioggia. Io, dal canto mio, oggi ne ho percorsi 26 km.
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Tappa 7 - Mansilla de las Mulas - Virgen del Camino













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