Tappa 4 - Villalcazar de Sirga - Ledigos - 29 km

Villacazar de Sirga - Carrión de los Condes - Bar Carrión Calzadilla - Calzadilla de las Cueza - Ledigos

Monumento al pellegrino

Oggi è l'ultima domenica di aprile. Nonostante la stanza piuttosto fredda della dependance dell’Albergue Don Camino, abbiamo dormito abbastanza bene, in un silenzio tombale. Ci prepariamo come tutte le mattine a sistemare i piedi con vasellina, cerotti, silicone e garze. Come convenuto con l’albergatore, lasciamo i 60 Euro per l’affitto della camera, sotto il piatto del tavolino, faccio il video e glielo invio. Preparata la valigia per Pilbeo e messa sotto il loggiato, siamo pronti per partire dopo aver lasciato le chiavi principali nuovamente nel cassettino. Siamo senza colazione. Appena fuori casa ritroviamo il brasiliano in cammino. Anche oggi ci attendono 29 km verso Ledigos, nel cuore della Meseta. A me tocca affrontarla con i miei sandali con la suola 'a ciondoloni' e Vincenzo cammina con le dita dei piedi tutte fasciate.

Ma la giornata è perfetta, cielo azzurro, distese di campi coltivati. Dopo 6 km di comodo sentiero accanto a una strada poco trafficata, si vede in una lunga vallata la prima località del nostro percorso di oggi, Carrión de los Condes, sono le 9 del mattino. È proprio una cittadina grande, con un grande monastero di clausura con l'annesso ostello di Santa Clara proprio all’entrata del paese. Ci sono altre due enormi chiese, diverse strade, stradine e piazze. Cerchiamo un caffè con croissant freschi, quello della piazza centrale va bene, ha una bellissima balconata al sole. Ci godiamo la colazione e ci facciamo fare anche due bocadillos da portare via con prosciutto e nient’altro.

Curiosità: come già accennato, i bocadillos sono i panini imbottiti spagnoli, di solito mezza baguette farcita con jamón o chorizo, cioè prosciutto o salame. Buono, ma piuttosto vuoto. Lattuga e pomodoro non se ne vedono mai, al massimo può capitare una fettina di formaggio. Scarsa imbottitura e nessuna farcitura.
Le lunghe strade vuote hanno sempre il sentiero dedicato per i pellegrini
Nella vallata: Carrión de los Condes - davanti a noi il brasiliano
Monastero e ostello di Santa Clara di Carrión de los Condes
 
Monumento al pellegrino e dietro l'inconfondibile freccia gialla su una panchina, che ci indica la strada per Santiago
Plaza Mayor de Carrión de los Condes con bar e terrazza al sole
Sono le 10.30 del mattino di una domenica, il borgo è vuoto 
Piazze e stradine di Carrión
La pavimentazione delle strade è sempre molto particolare e ben curata
Chiese con grandi portali e scalinate in pietra

La cittadina sembra abbastanza vuota, ma è ancora presto, soprattutto perché è domenica. I residenti se la prendono con comodo, i pellegrini invece sono già passati oltre. Prima di ripartire passiamo da una farmacia che troviamo aperta per comprare altre 'tiritas', cerotti di tutti i tipi, di cui sono molto ben forniti. C’è un gruppo di donne portoghesi che cercano i cerottoni per il mal di schiena provocato dallo zaino troppo pesante. Qui sul cammino le farmacie riescono a soddisfare davvero tutte le necessità del pellegrino. Ripartiamo attraversando ancora la cittadina con molti punti interessanti come la chiesa di Santiago, il Puente Mayor e il monastero di San Zoilo, oggi hotel di lusso. 
Attenzione:
Appena usciti dalla cittadina di Carrión de los Condes c’è un bivio importante con due varianti del Camino: uno passa da Ledigos, l’altro è molto più lungo e passa da Villada. Tutte e due si ricongiungono a Sahagún.
Monastero di San Zoilo, oggi hotel di lusso
Importante cartello che indica le due varianti del Camino:
via Ledigos 36 km
via Villada 44 km

Noi scegliamo quella che passa per Ledigos, dove abbiamo il nostro prossimo alloggio prenotato. Siamo anche pronti per affrontare i preannunciati 17 km senza alcun tipo di rifornimento.

La parte iniziale scorre lungo una statale asfaltata con qualche area di sosta dopo il ponte sul Arroyo de la Rivera. Poi si entra sulla strada bianca che è l'ex via Romana Aquitana, oggi sentiero dei pellegrini, quasi tutto alberato, molto ampio, tranquillo e ben mantenuto. Dopo circa 5,5 km dal bivio di cui sopra, troviamo una bella area di sosta tra gli alberi sulla destra, bene attrezzata con tavoli e panche in pietra e con molta ombra (da tenere a mente quest'area). Qui vediamo alcuni pellegrini tra cui i due fratelli olandesi che avevamo incontrato all’ostello degli ucraini. Noi ci fermiamo giusto per un sorso d’acqua, uno stretch e via, si riparte. Dopo appena 500m c'è un Food Truck, una roulotte adibita a bar con buon rifornimento, effettivamente l’unico punto di ristoro trovato su tutto quel tratto, almeno in questa stagione di fine aprile. Comunque noi non ci fermiamo.

Intanto si è fatto mezzogiorno e si sente il caldo. Il cielo è terso, la temperatura forse non più di 25° ma nei tratti assolati fa proprio caldo. Dopo altri 5km troviamo una seconda area di sosta, ma molto meno pratica della prima, con poca ombra e pochi posti a sedere. C'è una strana costruzione in cemento con una scala in metallo che non porta in nessun posto, forse una specie di 'mirador'. Ormai ci fermiamo per la nostra pausa pranzo con i nostri bocadillos al prosciutto. Anche i nostri piedi hanno bisogno di un cambio cerotti. Sono le 13 e riposiamo quasi un’ora. Si fermano anche il brasiliano e le portoghesi della farmacia di Carrión. Suggerimento per chi vuole intraprendere questo tratto di cammino: fermatevi alla prima area di sosta, quella da tenere a mente, di cui però non ho fatto alcuna foto!
Affrontando i 17 km senza rifornimento sul sentiero parzialmente alberato
L'unico rifornimento questa sosta del Food truck

Lunghi tratti assolati sulla vecchia via Romana Aquitana
Seconda area di sosta molto meno comoda con le scale che non portano in nessun posto

Ci sono da fare ancora lunghi rettilinei sotto il sole che picchia, non sempre c’è l’ombra. Poi in una vallata si scorge finalmente un gruppo di case, è la località di Calzadilla de la Cueza, dove subito all’entrata c’è una fontana d’acqua potabile freschissima (a destra) e l’albergue bar Camino Real (sulla sinistra) per una sosta sotto gli ombrelloni. Io prendo un gelato confezionato tipo cono al cioccolato e panna, ma squisito, davvero buonissimo. Vincenzo si accontenta di far riposare i piedi. 
Dopo la breve pausa si riparte per gli ultimi 6km tra comodi sentieri alberati e alcuni tratti impervi tra arbusti medio alti, bello, ma sono tosti per i nostri piedi feriti e i miei sandali distrutti. Ci mettiamo un’ora e mezza.
Lunghi rettilinei sotto molto sole
Qualche salita in questa sconfinata 'meseta'
All'entrata di Calzadilla de la Cueza i murales invitano ad entrare negli ostelli
Bar e ostello Camino Real in posizione strategica e molto ben fornito
Ottimo cono gelato - forse al momento giusto?
Il paese di Calzadilla assolato e vuoto
Ancora comodi sentieri alberati e poi...
...un ultimo sforzo tra gli arbusti, molto simile alla vegetazione mediterranea

Finalmente poco prima delle cinque di pomeriggio entriamo a Ledigos e tra le stradine assolate troviamo prima un bellissimo mural che rappresenta i pellegrini e poi subito dietro l'angolo il nostro albergue El Palomar. Entrare nel grande locale fresco del bar è già un sollievo. 
Qui abbiamo una stanza doppia con bagno condiviso, l’unica nostra prenotazione con tale sistemazione, tra l'altro già pagata con bonifico di 35€. L’albergue sembra carino e accogliente, anche se un po’ spartano. Ha un bellissimo patio giardino interno con tante piante, posti a sedere al sole e all'ombra. Il gestore, un giovane di una quarantina d’anni è molto gentile e disponibile. Ci indica la stanza, due lettini e una finestra dalla quale si vede una piscina vuota, da tempo in disuso, tra la sterpaglia. La stanza non è male, ma la porta non si può chiudere a chiave. I letti hanno dei lenzuolini stra lisi e dei copriletti vintage-casalinghi multicolore, ma dall'aspetto pulito e ordinato. Il bagno condiviso ha la doccia nella vasca; è condiviso tra 2 stanze. Chiedo le asciugamani che noi non ne abbiamo. Andrès ci fornisce due piccoli rotoli di asciugamani di pile grigio scuro, meglio di niente. Ma c'è la lavatrice e finalmente posso lavare i panni, ci pensa sempre Andrès a metterli nell’unica lavatrice e poi nell’asciugatrice per 4+4€. Noto che l’angolo lavanderia è un po' precario nella pulizia.

Sempre bellissimi e dappertutto questi murales
Il giardino interno dell'albergue El Palomar

Appena arrivati all’albergo avevo chiesto se avessero della colla per i miei sandali: Andrés si è offerto di cercarla in paese nonostante fosse domenica. È tornato a mani vuote, ma ha voluto dare un’occhiata ai sandali per provare a ripararli lui stesso. Dopo mezz'ora è riapparso con entrambi i sandali cuciti a mano! Suo padre, che un tempo svolgeva anche il mestiere di calzolaio, aveva lasciato degli attrezzi necessari e lui, con grande ingegno, è riuscito a rimediare. È stato fantastico e gentilissimo, rifiutandosi categoricamente di essere pagato. Anche se non sarebbero durati molto, quel lavoro mi ha permesso di proseguire il cammino ancora per un po'. Grazie Andrès!

La cucitura d'emergenza fatta da Andrès

Anche qui all'ostello El Palomar c’è il menu pellegrino alle ore 19. Siamo una bella tavolata, circa 12 (il menu scelto va chiesto in anticipo, 15€). Tra altri pellegrini ci sono due giovanissimi ragazzi italiani, Lisa di Milano e Cristian di Padova, un australiano e un inglese che, per lo sgomento di Vincenzo, non sapevano nulla di Ken Loach (il regista britannico noto per il suo cinema di impegno civile e sociale). 
Mentre siamo a tavola, Andrés ci avverte che l’indomani il bar per fare colazione non sarebbe aperto. Lui e il suo staff devono andare a Leon a fare la spesa. Inoltre, dobbiamo prendere l’uscita secondaria, un grande portone, dal quale si può uscire ma non rientrare. Ci indica anche dove lasciare i bagagli per Pilbeo.
Ma la cena da Andrés è buona e abbondante: zuppa di lenticchie, pesciolini fritti o polpette con insalata e dessert, poi pane, acqua e vino a volontà. Una bella serata, ma come sempre, finisce molto presto, siamo tutti felici di andare a letto, soprattutto noi dopo i nostri 29 km effettivi.

La bella tavolata al Palomar
Zuppa di lenticchie
Pesciolini fritti o polpette con insalata

Curiosità: Qui sembra che non si facciano tanti scrupoli nel chiudere le strutture senza preavviso. Ci è capitato con:
  • Don Camino a Villalcazar, il sabato chiude per ‘motivi familiari’
  • Albergue El Palomar di Ledigos, quella mattina chiude per ‘andare a fare la spesa’
  • Hostal Mendez en Bercianos, il lunedì non offrono la cena perchè il ‘personale ha il giorno libero’
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