Tappa 5 - Ledigos - Bercianos del Camino - 26 km

Ledigos - Terradillos de los Templarios – Moratinos - San Nicolas del Real Camino – Sahagún - Bercianos del Real Camino

Ci svegliamo questo lunedí di fine aprile dopo una notte tranquilla anche senza aver potuto chiudere a chiave la nostra stanza. Devo dire che abbiamo sempre dormito bene, sarà anche per la stanchezza, ma soprattutto perché non ci sono pensieri che possano disturbarci il sonno. L’unico pensiero che abbiamo in questi giorni è di camminare, camminare, camminare!
Ci prepariamo, ci sistemiamo con i cerotti ai piedi, chiudiamo la valigia ed usciamo verso le 8.30 dal portone come convenuto, siamo gli ultimi a lasciare l'ostello. Siamo senza colazione.

Uno dei pochi tratti dove si cammina sulla strada senza sentiero dedicato

Si parte inizialmente da una strada mezza asfaltata ma senza traffico, ma ben presto si devia per attraversare nuovamente bei campi coltivati. Sulla cartina c’è una deviazione con due alternative uguali, non so quale abbiamo preso, probabilmente quella segnata in modo più evidente. La giornata è coperta ma i panorami sono belli. Incontro un ragazzo danese che, proprio come noi, viaggia leggero e quindi usufruisce probabilmente del servizio di trasporto zaini. Cammina per pura passione, con la certezza di poter tornare a casa in qualsiasi momento e trovare lavoro, persino come maestro elementare, senza bisogno di qualifiche specifiche. Gli basta sapersi vendere bene, cosa che — dice lui — gli riesce naturale. Mi sorprende sempre la facilità con cui i giovani riescono a inserirsi nel mondo del lavoro all'estero. Ma si diletta anche come web-designer senza sapere nulla di programmazione e neanche di piattaforme precompilate. Oggi si fa tutto con piattaforme AI a cui gli dici cosa ti serve e questa ti costruisce un sito di sana pianta con tutti gli strumenti necessari. Avendo fatto anch’io la web-designer per una ventina d’anni, rimango sbalordita dalla facilità con cui si fanno ora queste cose. Penso ai miei lunghi corsi e aggiornamenti di HTML, CSS, PHP, Javascript, ecc. Il ragazzo racconta di avere diversi clienti e prendere relativamente poco per ogni sito, sui 400€.

Il ragazzo danese e il bel panorama della Meseta

Oltrepassiamo le quattro case di Terradillos de los Templarios, non c’è alcun ristoro. A 6km, verso le 10 arriviamo a Moratinos e ci fermiamo al primo bar che incontriamo, sembra l'unico, un po' isolato. Facciamo finalmente colazione. Con sorpresa troviamo un barista italiano, gestore qui durante la stagione estiva per poi spostarsi da un’altra parte durante l’inverno. Chiedo un caffè macchiato, pensando al modo servito in Italia, invece mi fa il tipico 'cafè cortado' spagnolo, un caffè espresso con tanto latte, troppo per i miei gusti. Ci facciamo preparare anche dei sandwich da portare via, farciti con jamón y queso, prosciutto e formaggio. È già una conquista, visto che il formaggio non è un ingrediente così comune nei panini da queste parti.

Moratinos e il bar dell'italiano

Di fronte al bar ci sono alcune grotte bodega che si vedono già da lontano mentre ci si avvicina al paesotto. Sono antiche costruzioni a grotta sotto un cumulo di terra, che venivano usati per tenere al fresco il vino e le derrate. Prima di ripartire con il nostro cammino salgo sul cucuzzolo di una delle bodegas da dove si ha una bella vista sulla spianata. 

In lontananza le 'grotte bodegas' sotto i cumuli di terra
I cumuli di terra delle 'bodegas' con le sue entrate in muratura

Attraversiamo il paesotto vuoto di Moratinos dove però con nostra sorpresa, in una piazzetta, troviamo una postazione perfettamente attrezzata per il fitness. È una caratteristica che abbiamo notato spesso in Spagna e ancora di più in Portogallo: la grande attenzione verso il benessere fisico e quindi il forte incentivo all'attività fisica all'aperto, proposta come servizio pubblico gratuito e capillare.

La piazzetta con gli attrezzi - Moratinos conta 79 abitanti!

Siamo alcuni pellegrini ad ammirare gli attrezzi e fare i nostri commenti. Ripartiamo a camminare insieme a Roberto, un italiano, bancario di Como, che ci racconta di aver già fatto il Cammino Francese, quello del Nord e quello d'Inverno. Ma lui non è cosi preso di sé come il poliziotto di Fano incontrato qualche sera prima. Poi c’è Carolina, una operatrice turistica peruana che organizza gite tra Italia e Peru, per lei è il suo primo Cammino in assoluto. Tutte e due vengono però dall’inizio del Cammino Francese, e cioè da Saint-Jean-Pied-de-Port in Francia, hanno dietro di sé già oltre 400 km.

Mancano 383 km per Santiago, e 270 km per noi fino a Sarria

Ci sono splendidi panorami collinari passando da San Nicolás del Real Camino fino a Sahagún. Poco prima di Sahagún noi prendiamo il percorso alternativo che passa da un portale monumento che segna la metà del Cammino Francese per Santiago. Roberto e Carolina prendono la strada statale diritta, vogliono arrivare presto in città.
I suggestivi panorami arrivando a Sahagún
Talvolta il sentiero si nasconde tra gli arbusti

Il percorso alternativo per Sahagún vale proprio la pena, è un bel sentiero tra gli alberi, con un ponte di pietra, un area di sosta con curiose sedute che riprendono la sagoma delle bodegas sottoterra, la cappella della 'Ermita de la Virgen del Puente' e quelle strane due colonne in stile mudejar che segnano la metà del Cammino. La lunghezza dei due percorsi è quasi identica.

Percorso alternativo verso l'area di sosta con le colonne monumento
Le sedute dell'area sosta in stile 'bodegas' sotteranee
Le colonnine mudejar che segnano la metà del percorso del Cammino Francese

Entriamo nella cittadina di Sahagún che è tappezzata di bellissimi murales. Trovo anche un supermercato (cosa non comune in queste cittadine) dove compro una busta di insalata, frutta fresca e una bottiglietta di spremuta d'arancia (molto comune nei supermercati della Spagna). Vincenzo rimane in una piazzetta, un area di sosta con la fontana d’acqua potabile e fresca. Ha i piedi doloranti. Anche i miei sandali rotti mi feriscono il piede e devo mettere i cerotti. Intanto facciamo una bella pausa pranzo.
Murales con tema inerenti al pellegrinaggio o all'anima agricola della zona

Non mancano murales pubblicitari MOLTO utili sul cammino!
Oppure il solito monumento al pellegrino
Sahagún è orgogliosa del suo spirito agricolo
La piazzetta per la nostra pausa pranzo

Ora mancano solo 10 km alla nostra destinazione: Bercianos del Camino. Attraversiamo la bella cittadina di Sahagún con le sue stradine a saliscendi, piazzette, tanti murales, chiese e l’arco di San Benito piuttosto grande. Ci sfugge il santuario de la Virgen Peregrina, meta di molti viandanti.

La bella cittadina di Sahagún con l'Arco di San Benito

Passiamo il bel ponte di pietra all’uscita della cittadina e il nostro cammino ora è prevalentemente accanto a delle strade, qualcuna con un po’ di traffico, ma le altre proprio vuote, e nonostante ciò abbiamo sempre un bellissimo sentiero dedicato, alberato e in sicurezza. Clima perfetto, non troppo caldo ma quasi sempre coperto. Ormai camminiamo quasi da soli, sarà per gli orari che non coincidono con quelli degli altri pellegrini. Il sentiero è lunghissimo e c’è molto verde dappertutto.

Il ponte di pietra 'Canto' all'uscita di Sahagún
I sentieri dedicati e in sicurezza, anche se sulle strade non si vedono macchine
Curiose installazioni decorative

Dopo 2 lunghe ore (dalle 13 alle 15) e piedi dolenti scorgiamo la moderna struttura del grande ostello La Perala circondata dal verde. Infatti è a 700m dal paese di Bercianos del Real Camino, che invece ancora non si vede. Siamo abbastanza stanchi, ma il posto è bellissimo, sembra un albergo di 3 stelle con un bel giardino antistante. Ci accoglie un signore con le dipendenti, sembrano sudamericani o filippini? La nostra valigia è lì nella hall che ci aspetta. La stanza è al pianterreno, WOW bella luminosa con la finestra al giardino posteriore, il riscaldamento acceso, due grandi letti singoli, bagno comodo con doccia grande. Ci buttiamo sui letti e ci addormentiamo. 
Ma alle 18.30 siamo già nella sala da pranzo, ci sono circa 40 pellegrini di cui un folto gruppo cinese. Tra gli altri ritroviamo l’inglese e una tedesca. Anche qui abbiamo il menu del pellegrino: zuppa di verdura, insalata di asparagi, pesce/carne con patatine, gelato, mela, mezzo litro d’acqua e mezzo di vino. Tutto buono. L’ostello è pieno di gente e ha delle belle ampie sale. Un cartello in ricezione indica che un letto in camerata costa 18€ a persona. Le camerate sono stanze con pochi letti, ognuna con il suo bagno. Fuori, nel corridoio, ci sono le scarpiere per le scarpe dei pellegrini, ottima idea per non averli vicino ai letti.

Finalmente si scorge il nostro grande ostello
Albergue La Perala
La stanza luminosa
Cena del pellegrino, in fondo il gruppo cinese o coreano
Zuppa di verdure
Insalata di asparagi
Pesce o carne a scelta con patatine

Gelato o mela per dessert

Dalla nostra finestra c’è uno splendido tramonto con una leggera pioggia e qualche raffica di vento. Il davanzale della finestra fa da frigorifero per le nostre piccole derrate. Mi metto a programmare il tragitto in bus verso Leon, dove arriveremo dopodomani. Vincenzo è in difficoltà con i piedi. Anche oggi abbiamo macinato 26 km effettivi.

Tramonto dalla nostra finestra

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