Ledigos - Terradillos de los Templarios – Moratinos - San Nicolas del Real Camino – Sahagún - Bercianos del Real Camino
Ci svegliamo questo lunedí di fine aprile dopo una notte tranquilla anche senza aver potuto chiudere a chiave la stanza. Devo dire che abbiamo sempre dormito bene, sarà anche per la stanchezza, ma soprattutto perché non ci sono pensieri che possano disturbarci il sonno. L’unico pensiero è di camminare, camminare, camminare!
Ci prepariamo, ci sistemiamo con i cerotti ai piedi, chiudiamo la valigia ed usciamo verso le 8.30 dal portone come convenuto, siamo gli ultimi a lasciare l'ostello. Siamo senza colazione.
Le strade senza sentiero dedicato possono essere al massimo cosi
Si parte inizialmente da una strada asfaltata ma senza traffico, ma ben presto si devia per attraversare nuovamente bei campi coltivati. Sulla cartina c’è una deviazione con due alternative uguali, non so quale abbiamo preso, probabilmente quella segnata in modo più evidente. La giornata è coperta ma i panorami sono belli. Incontro un ragazzo danese che viaggia senza bagaglio pesante come noi. Cammina per passione e perché può tornare quando vuole a riprendere un lavoro qualsiasi, persino da maestro elementare, senza avere una precisa istruzione, gli basta sapersi presentare bene, cosa che gli riesce bene, dice lui. Mi sorprende la facilità con cui i giovani trovano lavoro all'estero. Ma si diletta anche come web-designer senza sapere nulla di programmazione o piattaforme precompilate. Oggi si fa tutto con piattaforme AI a cui gli dici cosa ti serve e questa ti costruisce un sito di sana pianta con tutti gli strumenti necessari. Avendo fatto anch’io la web-designer per una ventina d’anni, rimango sbalordita dalla facilità con cui si fanno ora queste cose. Penso ai miei lunghi corsi e aggiornamenti di HTML, CSS, PHP, Javascript, ecc. Il ragazzo racconta di avere diversi clienti e prendere relativamente poco per ogni sito, sui 400€.
Il ragazzo danese e il bel panorama della Meseta
Oltrepassiamo Terradillos de los Templarios, non c’è nulla. A 6 km, verso le 10 arriviamo a Moratinos e ci fermiamo al primo bar che incontriamo, sembra l'unico, un po' isolato. Facciamo finalmente colazione. Con sorpresa troviamo un barista italiano, gestore qui durante la stagione estiva per poi spostarsi da un’altra parte durante l’inverno. Chiedo un caffè macchiato, pensando al modo servito in Italia, invece mi fa il tipico 'cafè cortado' spagnolo, un caffè espresso con tanto latte… Ci fa anche dei sandwich da portare via con 'jamon y queso', già qualcosa perché il formaggio non è tanto comune.
Moratinos e il bar dell'italiano
Di fronte al bar ci sono alcune grotte bodega che si vedevano già da lontano mentre ci si avvicinava al paesotto. Erano antiche costruzioni a grotta sotto un cumulo di terra, per tenere al fresco il vino e le derrate. Prima di ripartire a camminare salgo sul cucuzzolo di una delle bodegas, c’è una bella vista sulla spianata. Attraversiamo il paesotto vuoto di Moratinos che però in una piazzetta ha dei perfetti attrezzi per la ginnastica. Passano alcuni pellegrini e ci aggreghiamo a camminare con Roberto, bancario di Como, che ci racconta di aver già fatto il Cammino Francese, quello del Nord e quello d'Inverno. Ma lui non è cosi preso di sé come il poliziotto di Fano incontrato qualche sera prima. Poi c’è Carolina, una operatrice turistica peruana che organizza gite tra Italia e Peru, per lei è il suo primo cammino in assoluto. Tutte e due vengono però dall’inizio, dalla Francia, hanno dietro a sé già oltre 400 km. Poi ci sono altri pellegrini, tre donne svedesi, diversi cinesi e coreani ecc.
Le 'grotte bodegas' sotto i cumuli di terra
Sopra ai cumuli con le 'bodegas'
La piazzetta di Moratinos che ha 79 abitanti!
Mancano 383 km a Santiago, e 270 km per noi fino a Sarria
Ci sono splendidi panorami collinari passando da San Nicolas del Real Camino fino a Sahagun. Poco prima di Sahagun noi prendiamo il percorso alternativo che passa da una specie di porta monumento che segna la metà del Camino Francese di Santiago. Roberto e Carolina prendono la strada statale diritta, vogliono arrivare presto in città.
I suggestivi panorami arrivando a Sahagun
L’alternativa ne vale la pena però, un bel percorso tra gli alberi, un ponte di pietra, un area di sosta con curiose sedute che riprendono la sagoma delle bodegas sottoterra, la cappella della Ermita de la Virgen del Puente e quelle strane due colonne in stile mudejar che segnano la metà del Cammino. La lunghezza dell’alternativa è quasi identica a quella lungo la strada.
Percorso alternativo verso l'area di sosta con le colonne decorative in stile mudejar
Le sedute dell'area sosta in stile 'bodegas' sotteranee
Le colonnine mudejar che segnano la metà del percorso del Cammino Francese
Entriamo nella cittadina di Sahagun che è tappezzata di murales dappertutto, bellissimi. Trovo anche un supermercato Dia dove compro una busta di insalata, affettato, biscotti, pane, frutta e una spremuta (molto comune nei supermercati della Spagna). Vincenzo rimane in una piazzetta, un area di sosta con la fontana d’acqua potabile e fresca. Ha i piedi doloranti. Anche i miei sandali rotti mi feriscono il piede e devo mettere i cerotti. Intanto facciamo una bella pausa pranzo.
Murales inerenti al pellegrinaggio o all'anima agricola della zona
Non mancano murales pubblicitari MOLTO utili sul cammino!
Oppure il solito monumento al pellegrino
Sahagun è orgogliosa del suo spirito agricolo
La bella cittadina di Sahagun con l'Arco di San Benito
La piazzetta per la nostra pausa pranzo
Ora mancano quasi 10 km alla nostra destinazione: Bercianos del Camino. Attraversiamo la bella cittadina di Sahagun con le sue stradine a saliscendi, piazzette, tanti murales, chiese e l’arco di San Benito piuttosto grande. Non andiamo al santuario de la Virgen Pellegrina. Passiamo il bel ponte di pietra all’uscita della cittadina e il nostro cammino ora è prevalentemente accanto a delle strade, qualcuna con un po’ di traffico, ma le altre proprio vuote, e nonostante ciò abbiamo sempre un bellissimo sentiero dedicato, alberato e in sicurezza. Clima perfetto, non troppo caldo ma quasi sempre coperto. Ormai camminiamo quasi da soli, sarà per gli orari che non coincidono con quelli degli altri pellegrini. Il sentiero è lunghissimo e c’è molto verde dappertutto.
Il ponte di pietra 'Canto' all'uscita di Sahagun
I sentieri dedicati e in sicurezza, anche se sulle strade non si vedono macchine
Curiose installazioni decorative
Dopo 2 lunghe ore (13.15 – 15.15) e piedi dolenti vediamo la struttura del grande ostello La Perala, che è a 700m prima del paese di Bercianos del Real Camino. Siamo abbastanza stanchi, ma il posto è bellissimo, sembra un albergo di 3 stelle con un bel giardino antistante. Ci accoglie un signore con le dipendenti, sembrano sudamericani o filippini? La valigia è lì nella hall che ci aspetta. La stanza è a pianterreno, WOW bella luminosa con la finestra al giardino posteriore, il riscaldamento acceso, due grandi letti singoli, bagno comodo con doccia grande. Ci buttiamo sui letti e ci addormentiamo. Alle 18.30 siamo nella sala pranzo, ci sono circa 40 pellegrini di cui un folto gruppo cinese. Tra gli altri ritroviamo l’inglese e la tedesca. Anche qui abbiamo il menu del pellegrino: zuppa di verdura, insalata di asparagi, pesce/carne con patatine, gelato, mela, mezzo litro d’acqua e mezzo di vino. Tutto buono. L’ostello è pieno di gente e ha delle belle ampie sale. Un cartello in ricezione indica che un letto in camerata costa 18€. Le camerate sono stanze con pochi letti, ognuna con il suo bagno. Fuori nel corridoio ci sono le scarpiere per le scarpe dei pellegrini, ottima idea per non averli vicino ai letti.
Finalmente si scorge il nostro grande ostello
Albergue La Perala
Cena del pellegrino, in fondo il gruppo cinese o coreano
Zuppa di verdure
Insalata di asparagi
Pesce o carne a scelta con patatine
Gelato o mela per dessert




































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