Martedi 24 settembre
Oggi il nostro percorso è breve, solo 18 km di cammino che in realtà spezzano i 33 km ufficiali per Muxia in due tappe. La nostra meta è Frixe.
Mi faccio la mia abituale doccia mattutina ma allago tutto il bel bagno. Non funziona bene lo scarico. Tra l’altro, ieri sera avevo messo ad asciugare per terra le conchiglie raccolte sulla piccola baia paradisiaca prima di Finisterre, e dopo averle sciacquate bene dalla salsedine e dalla sabbia, ora nuotano nell’acqua saponata. È stato l’unico problema riscontrato in 16 giorni di alberghi.
Facciamo colazione in camera con i cornetti comprati il giorno avanti e due caffè che compro nella caffetteria dell’albergo. Sistemiamo il bagaglio per Pilbeo e gli zaini per il cammino. Partiamo per le 9.30 con una giornata coperta di nuvole ma senza previsioni di pioggia. Si esce in salita dalla cittadina di Finisterre, con belle case, alcune pesantemente decorate con conchiglie e altri monili. Notiamo anche qui, quella curiosa usanza della busta di pane appesa alla porta delle case.
Il percorso si allontana momentaneamente dalla costa. Passiamo da una zona agricola e quindi piena di horreos, davvero tanti, uno accanto all’altro, c’è persino una fermata di autobus con la tipica forma degli horreos. Arriviamo al bar ‘La Razón’ dove prendo una bottiglietta di succo d’arancia e approfitto per il WC, non c’è neanche un pellegrino. I pellegrini sono decisamente diminuiti.
Gli hórreos = i granai
La Galizia è celebre per i suoi tipici hórreos, tradizionali granai sopraelevati utilizzati per la conservazione del mais e degli ortaggi, che costituiscono un elemento distintivo e tutelato del paesaggio rurale. Ne esiste una straordinaria varietà, da esemplari antichissimi protetti come patrimonio culturale a strutture più recenti.
Realizzati prevalentemente in pietra, presentano quasi sempre una croce sulla facciata del tetto e poggiano su caratteristiche colonne in pietra, sagomate con una forma specifica per impedire l'accesso ai topi e preservare così il prezioso raccolto.
Visto che ho fotografato quasi ogni singolo hórreo e non posso metterli tutti qui, ho creato questo album pubblico da poter visualizzare.
Attraversiamo in salita un bellissimo bosco con tante felci rosse e verdi e alberi di eucalipto che vengono tagliati in una segheria vicino alla piccola località di Buxan. Si va su e giù per lunghi sentieri collinari intravedendo ogni tanto sulla nostra sinistra il mare, la bellissima baia di Praia do Rostro.
In questo bel paesaggio di saliscendi ci viene incontro una giovanissima mamma spingendo con una mano un passeggino e con l’altra tenendo una bambina piccola di appena 3/4 anni che cammina molto lentamente. Ci fermiamo per incoraggiarla, ma ci risponde con due parole: ‘no food’. La mamma ci dice infatti che non hanno nulla da mangiare, lei pensava che ci fossero dei bar lungo il percorso... Questo, l’avevamo già sentito una volta, ma che una mamma fosse così sprovveduta non ce lo saremo mai immaginato.
Le diamo del pane con il formaggio, una merendina che avevo preso in un supermercato, due caramelle e felicissima la bambina si piazza sul passeggino per mangiare. Non ricordo se venivano dal Canada o dalla Florida, ma certo è che la giovane mamma non era molto informata sul cammino.
Dopo averle augurato buon proseguimento verso Finisterre, continuiamo il nostro cammino e facciamo una piccola deviazione di 500m in forte discesa fino alla spiaggia, dove ci sono due macchine, una con due donne e il loro cane, e l’altra con un surfista che si prepara per tuffarsi in quelle che immaginiamo essere comunque acque piuttosto fredde. La spiaggia è deserta, ma molto panoramica.
Riprendiamo in salita il nostro percorso ufficiale attraversando nuovamente un bel bosco con tanti lecci, per poi arrivare al bivio che ci porta a costeggiare il mare invece di addentrarci verso Canosa. È l’alternativa del Camino di Lires che ci aveva indicato la coppia spagnola dell’albergo di Corcubión.
Effettivamente il sentiero dopo il suggestivo bosco diventa ampio e bellissimo, con una meravigliosa vista sul mare e sulle baie nascoste che non sembrano essere facilmente raggiungibili. Infatti tutta la costa da Finisterre a Muxia viene chiamata ‘Costa da Morte’ proprio per una combinazione di fattori geografici e climatici, ma anche storici, che ne hanno fatto il luogo di molti naufragi e tragedie marittime. Il mare s’incontra con la terra in un costante conflitto per le sue tempeste, le correnti marine, la nebbia e le coste assai rocciose. Quindi non è proprio una costa di spiagge balneabili, ma forse per quello estremamente affascinante.
Facciamo tutto il giro fino ad entrare nel grande estuario del fiume Lires, che è una distesa di sabbia, quella si raggiungibile e forse molto frequentata nel periodo estivo. Il percorso continua con una leggera salita per qualche chilometro fino all’omonima piccola località, dove facciamo la nostra pausa pranzo nella prima piazzetta del paese, fatto tutto di pietra, e come sempre, perfettamente attrezzata.
C’è solo un’altra coppia di pellegrini seduta al tavolino che sta facendo la pausa pranzo, ma non risultano essere molto socievoli. La cittadina di Lires è in realtà la tappa ufficiale per spezzare il lungo tratto da Finisterre a Muxia. Noi invece siamo alloggiati nella località di Frixe, 3 km oltre Lires.
Dopo la nostra breve pausa pranzo riprendiamo il cammino. L’uscita del paese avviene letteralmente tra decine di hórreos ai quali dedico una foto per ciascuno e quindi avanziamo con molta lentezza.
Poi, gli ultimi 3 km fino alla nostra dimora sono tra bellissimi boschi di intensi colori autunnali e poi su lunghe strade secondarie asfaltate che portano al paesino di Frixe. Arriviamo nei pressi della nostra dimora ‘Casa Ceferinos’, ma facciamo un po’ di fatica a trovare l’ingresso a quello che sembra un agriturismo.
La nostra dimora è in una bella casa colonica rimodernata con un ampio piazzale. La signora che ci accoglie non sembra però molto entusiasta, e il bar/ristorante della casa sembrano fuori uso, forse chiuso per la stagione. Il bagaglio di Pilbeo ci aspetta nella nostra stanza, un po’ buia ma con un grande bagno con la vasca. Sono le ore 16 e chiedo un tè per fare merenda ed effettivamente la signora me lo prepara per portarmelo in camera. Anche se non è stata una giornata lunga, un riposo a quest'ora è sempre piacevole.
Il clima sta cambiando e la serata è cupa. La sera possiamo fortunatamente cenare nella casa, hanno una bellissima sala vetrata in mezzo al verde. Ma siamo gli unici clienti. Ceniamo discretamente con i pimientos de Padrón, polpettine al formaggio e altro che non ricordo.















































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