Le ciclabili diventano sentieri e poi stradine lastricate, passiamo da una serie di case in pietra abbandonate, ma alcune con il tetto perfetto, appena rifatto.
Le strade lastricate diventano poi nuovamente passerelle e vediamo in lontananza la località di
Carreco avvolta in una grande nube di foschia che non lascia intravedere il promontorio di
Montedor.
A questo punto il percorso ufficiale va verso il paesino dove ci sono diversi altri mulini. Noi scegliamo il sentiero più costiero e decisamente più impervio sulle rocce, di circa 1,5 km.
Siamo in un parco naturalistico e all'inizio è indicato come percorso educativo con la segnalazione di piante, grotte e conformazioni geologiche.
Poi diventa sempre più accidentato e appena marcato. È un bellissimo percorso tra le rocce con dislivelli e terreno accidentato che via via diventa sentiero meglio segnalato. Infatti qui troviamo qualche persona del posto a fare la passeggiata '
trekking' con i bastoncini.
Alcune delle rocce sono tondeggianti e levigate, sappiamo ora che sono le '
gocce magmatiche pietrificate', caratteristica che denota l'origine vulcanica di altra era geologica.
Arriviamo vicino ad una torre squadrata di cemento in cima alla scogliera. Leggiamo che è la torre di Montedor, di inizio secolo scorso che in caso di nebbia segnalava la costa con una sirena sonora per i naviganti, che però è stata disattivata nel 2001, ma la torre è rimasta lí, piuttosto brutta in quel contesto naturale cosi bello, infatti non merita neanche una foto.
La vegetazione bassa tra gli scogli, le rocce e sulle dune è tipica di queste zone, qualcuna è in fiore, ma immaginiamo che in altre stagioni potrebbe essere una vera esplosione di colori. Ora invece ha i tipici colori autunnali ed è avvolta nella foschia.
Il bel sentiero del promontorio di
Montedor sbuca direttamente in una baia con una bella spiaggia di sabbia tra gli scogli, la
Praia do Paço. In lontananza vediamo una persona, chissà se è un pellegrino come noi o se, come vediamo spesso, è qualcuno del posto che si gode le proprie coste solitarie.
Decidiamo di fare qui la nostra pausa pranzo, tra gli scogli e la sabbia, dove ci godiamo lo splendido panorama solitario con un po' di foschia.
Dopo la pausa risaliamo sulla passerella rialzata con le sponde in legno verniciate di bianco. Queste passerelle sono delle incredibili passeggiate infinite, una più suggestiva dell'altra. Passiamo davanti ai resti del Forte de Paçô, altra vecchia fortificazione militare contro i pirati.
Entriamo poi in un bellissimo bosco con un ampio sentiero. Siamo sempre sull'
Ecovia litoral, affatto lontana dalla costa, ma cosi tra questa vegetazione boschiva sembra di essere in tutt'altro posto. Non c'è molta segnaletica ma il sentiero è ampio e semplice da seguire.
Uscite dal bel bosco il sentiero diventa una stradina lastricata non lontano dalla località di
Afife.
Su questa stradina troviamo una pellegrina tedesca che dice di avere bisogno di un dottore e di riposare. Suggeriamo di andare alla località di
Afife appunto che è visibile in vicinanza. Ci salutiamo, lei va verso il paese, noi continuiamo il nostro cammino. Dopo qualche ora e alcuni chilometri più avanti la rivediamo seduta tranquillamente insieme ad altre persone nell'unico ristorante aperto vicino alla spiaggia. Ci meravigliamo molto, come ha fatto ad arrivare cosi in fretta se si sentiva male? Cosi sono i pellegrini, imprevedibili! La stessa pellegrina la rivedremo ancora, un altro giorno.
Questo percorso della costa portoghese è tanto bello perchè vario, nonostante ci siano anche lunghissimi tratti di passerelle con panorami simili, ma poi, tutto ad un tratto si passa da un bosco, una spiaggia o da altri paesaggi completamente differenti.
Arriviamo ad un certo punto dove il percorso da me segnato, ci porta su un sentiero fuori mano attraverso un boschetto, senza alcuna segnalazione e con un sentiero poco marcato. In realtà dovrebbe essere abbastanza vicino alla spiaggia, ma il mare non si vede proprio. È particolarmente solitario, poco battuto e sembra appartato. Ma è relativamente breve per fortuna, e comunque la mia cartina con il mio GPS ci indicano che siamo sulla via giusta.
Lungo il cammino notiamo alcune piccole costruzioni di
''stone balancing'', cioè quella pratica Zen di impilare i sassi in modo tale che non cadano. Vuol dire che ci passa certamente della gente da queste parti. Dopo poco sbuchiamo finalmente davanti alla
Praia da Gelfa.
Tornati sul sentiero più marcato si arriva nei pressi del
Forte di Cao dove ci sono altri cartelli con le spiegazioni sulla geologia della costa: la concentrazione di scogli favorisce l'accumulo della sabbia.
Davanti a noi, sulla costa rocciosa c'è il
Forte de Cao, anche questo della stessa epoca e per la difesa contro i pirati come altri forti visti prima.
C'è una grande piattaforma di legno davanti al Forte, ma è una struttura chiusa. Poi oltre il Forte, il sentiero prosegue per un breve tratto in una zona con molta vegetazione alta oltre un metro tipica di queste coste, direi quasi '
mediterranea', se non fosse che siamo davanti all'
Oceano Atlantico.
Una macchia fitta e alta che a mala pena fa intuire il sentiero. La dobbiamo attraversare facendoci strada tra gli arbusti, fortunatamente non spinosi. È molto suggestivo, tra l'altro è finalmente uscito il sole e tutto ci sembra molto, molto bello. Peccato che è solo un breve tratto.
Usciamo dalla 'foresta' e siamo nuovamente sulla spiaggia, per poi risalire verso la strada dove c'è il ristorante
Camarao, stranamente aperto e dove con nostra grande sorpresa vediamo seduta appunto la lady tedesca insieme ad altre persone. Noi non ci fermiamo.
In lontananza vediamo già la nostra meta:
Vila Praia de Ancora, una piccola cittadina in una bella baia con ampie spiagge di sabbia.
Ci sono le ultime belle passerelle e poi si scende direttamente sulla spiaggia fino ad arrivare alla cittadina.
Poco prima di arrivare alla spiaggia cittadina c'è un fiume che sfocia nel mare. In giornate di piena si attraversa da un pontile che arriva direttamente sulla strada di
Vila Praia de Ancora.
Oggi troviamo il fiume in secca ed è appena un fiumiciattolo, semplice da attraversare a guado.
IL nostro albergo è subito li, di fronte a noi salendo una scalinata dalla spiaggia. Arriviamo all’albergo alle 16.30. Qualcuno ci aveva informato che l’albergo era del cantante folk portoghese molto conosciuto
Quim Barreiros, infatti l'albergo porta il suo nome.
È un bell'albergo e la receptionist è molto gentile. Non vediamo altri ospiti. La nostra stanza è ampia e ha una bellissima vista sulla spiaggia, dove più tardi ci godiamo uno stupendo tramonto poco prima delle 19.
Qui si vede bene il fiumiciattolo che sfocia nel mare.
Ma prima di buio andiamo in esplorazione per la cena e la colazione dell’indomani. Subito dietro al nostro albergo c'è il centro della cittadina, ci passa anche il treno, con binari da attraversare a proprio rischio.
La piazza è molto carina, è affiancata da una strada lastricata e al centro c'è una fontana con un sistema di spruzzi d'acqua illuminata che sgorga dal pavimento. La chiesa è quella della
'Nossa Senhora da Bonança', cioè della prosperità, che fortunatamente ha il timbro per il nostro passaporto!
Troviamo una bella caffetteria accanto alla chiesa per domani mattina, e un supermercato poco più lontano dove fare un po’ di spesa per il cammino.
Da qualche giorno Jane sente dei fastidi alle anche, nulla di grave, ma alla nostra età succede. Vorrebbe qualche antidolorifico, ma siccome ha delle specifiche patologie non può prendere certi medicinali. Vorrebbe trovare quello che prende a casa sua… Non è facile, aveva già chiesto in altre farmacie nei giorni scorsi, nessuno aveva quello che cercava. Finalmente qui in piazza troviamo un farmacista giovane molto gentile, che parla bene l'inglese e che le propone un valido sostituto, che alla fine è un semplice Ibuprofene.
Andiamo via contente verso il lungomare per individuare un ristorante non troppo lontano dal nostro albergo, aperto per cenare. Lo troviamo più o meno sotto casa, cioè a pochi passi dall'albergo.
Ceniamo nella veranda, ci sono solo altri due tavoli occupati. Immaginiamo che d'estate questo luogo sia un vero paradiso vacanziero, con tanti locali aperti e un bellissimo lungomare per fare splendide passeggiate. Ma ora non è cosi e questa 'solitudine' che incontriamo dappertutto in fondo non ci dispiace neanche tanto. L'unico problema è appunto la ristorazione, non sempre facile da trovare.
Invece qui possiamo scegliere tra qualche piatto, Jane prende i calamari, io cerco ancora di riguardarmi, anche se mi sento benissimo. Vorrei un piatto di pasta in bianco… prendo gli spaghetti. Lo so che non si dovrebbe mai prendere la pasta fuori dall'Italia, e infatti non l'avrei fatto se non fosse per quello che mi è successo nei giorni scorsi. Ma gli spaghetti aglio-olio-prezzemolo che ho scelto, oltre ad essere una quantità enorme esagerata, sono davvero buoni anche nella cottura!
Ci godiamo la serata dalla finestra della nostra stanza, il sole però è ormai andato via da un po'. Il nostro cellulare segna 22 km percorsi in questa bella giornata di cammino.
Continua a leggere:
Tappa 6 - da Vila Praia de Ancora a A Guarda
Commenti
Posta un commento