Tappa 3 - Itero de la Vega - Villalcazar de Sirga - 27 km

Itero de la Vega - Boadilla del Camino – Fromista - Población de Campos - Revenga de Campos - Villalcazar de Sirga

Sabato di fine aprile. La giornata è soleggiata. Facciamo una bella colazione da Alex, il gestore ucraino dell’albergue e compriamo due mega croissant imbottiti per il pranzo (voglio fare una precisazione sull’imbottitura: prosciutto, pomodoro, insalata e mozzarella. È qualcosa di molto raro qui in Spagna. In genere il ‘bocadillo’, cioè il panino imbottito, viene offerto solo con del prosciutto o qualche fetta di chorizo, salame e rare volte c’è il formaggio). La valigia è pronta per Pilbeo, la nostra agenzia che ci porta ogni mattina il nostro bagaglio da un ostello all’altro. Ottimo servizio di cui mi servo ogni volta che intraprendo un Cammino di Santiago, sia in Spagna che in Portogallo.

Alle 9:00 ci mettiamo in cammino. La nostra meta oggi è Villalcazar de Sirga. La maggior parte dei pellegrini parte molto prima, c’è chi macina molti più chilometri al giorno e chi, invece, deve cercare di arrivare presto all'ostello per assicurarsi un posto letto. Chi prima arriva trova più facilmente un letto disponibile nelle camerate, mentre noi abbiamo già tutte le prenotazioni fatte, dato che cerchiamo sempre una stanza doppia con bagno privato. In effetti, oggigiorno quasi tutti gli ostelli offrono questa opzione, ma la disponibilità è limitata e bisogna muoversi con un discreto anticipo. Avendo già tutto pianificato, non abbiamo fretta di arrivare a destinazione.
La giornata è splendida, i pellegrini sono già partiti e i residenti dormono ancora. I paesi attraversati dal Cammino sembrano vivere in funzione del nostro passaggio: ogni angolo, dai murales alla segnaletica, dalle statue ai bar, è un omaggio ai viandanti. All’uscita di Itero de la Vega, un operaio è già al lavoro sul ciglio della strada per costruire un nuovo punto di sosta: un angolo curato con insegna, tettoia, panca, tavolo, fiori e piante. Sul muretto di cemento, una grande incisione accoglie chi passa con un caloroso: BUEN CAMINO PEREGRINO!

Itero de la Vega alle 9 del mattino
Lavori in corso per allestire l'area sosta per i pellegrini

Il cammino riprende tra le vaste estensioni di campi coltivati, dolcissime colline con sentieri a serpentina. Dopo quasi 9 km siamo a Boadilla con il ‘Rollo de la Justicia’, la colonna della giustizia, (eretta nel 1467 come simbolo dell'autonomia giurisdizionale della cittadina e dove venivano incatenati i prigionieri ed esposti al pubblico per scontare le loro pene, un monito visibile a chiunque percorresse il Cammino di Santiago). La colonna è dietro l’imponente 'chiesa di Santa Maria', chiusa. 
Vincenzo si siede su una panchina per sistemarsi le dita dei piedi che iniziano a far male. Faccio qualche giro, non c’è quasi nessuno. Vediamo i primi nidi di cicogna in cima al campanario della chiesa.

Gli ampi sentieri dell'altopiano
Paesaggio collinare tra campi coltivati
Boadilla del Camino - piccolo centro con una chiesa enorme
Rollo de la Justicia - Colonna della Giustizia
Sistemazione dei cerotti
L'imponente Chiesa di Santa Maria

Proseguiamo per 3km lungo il canale di Castilla, opera idraulica del 1700-1800 con una lunghezza totale di 200km. Lungo la sua riva c'è un percorso molto bello dedicato ai pellegrini con alberi, ombra, acque e sponde pulitissime. Una passeggiata davvero piacevole. D’estate ci sono persino le imbarcazioni che fanno il giro turistico. 
A mezzogiorno arriviamo alle chiuse di Fromista, che in realtà è una sola ma con una bella vista sui vari passaggi terrazzati per far scendere il canale di ben 15 metri. Facciamo una pausa per cambio cerotti nell’area sosta dove c’è persino un locale espositivo sull’opera idraulica.

Il canale di Castilla del 1700/1800
Acque e sponde pulitissime
Le chiuse di Fromista, l'acqua scende terrazzata di 15 metri
Opera idraulica di Fromista - a sinistra il locale espositivo


Attraversiamo la cittadina abbastanza grande di Fromista passando davanti all’imponente chiesa di San Martin de Fromista, anche questa chiusa. Si continua fino a Población de Campos con dei bellissimi murales. Cerchiamo una piazzetta dove goderci i nostri buonissimi croissant imbottiti. Dato che le panchine sono tutte al sole, optiamo per un posto all’ombra sulla scalinata davanti a delle case. Fa caldo, ma è un calore del tutto sopportabile. Passano pochissimi pellegrini. 

Chiesa di San Martin de Fromista
Strade desolate e assolate di Fromista
Una chiesa lungo il cammino
Población de Campos
I Murales sono una costante in tutti i paesi e città della Spagna

Alle 14 riprendiamo il cammino e verso l’uscita del paesotto di Población de Campos troviamo un piccolo locale incredibile, non c’è nessuno ma è pieno di macchinette self service con bibite, panini, biscotti, caffè, spremuta, gelati e popcorn pagabile anche con la carta. C’è pure il microonde self service, da non credere! Ci sono dei tavoli e delle sedie sia dentro che fuori il locale, c'è il timbro per le credenziali a disposizione e persino un bagno pubblico in perfette condizioni. Un servizio self service top, perfetto e fornitissimo, farò una recensione su Google! Favoloso, da tenere presente!

Il distributore automatico TOP

Ancora increduli per quel bel locale ci sfugge un importante deviazione segnalata anche sull’App ufficiale ‘Buon Camino’. Ci sono due alternative che scorrono quasi parallele, ma una è decisamente meglio dell’altra.

ATTENZIONE PELLEGRINI!

All’uscita di Población de Campos, subito prima del 'puente Barroco' sul fiume Ucieza del XVII secolo, c’è una doppia indicazione: a destra, prima del ponte, il percorso è un sentiero alberato che scorre sulla riva  destra del fiume e di pomeriggio c'è l’ombra. Invece l’indicazione a sinistra che attraversa il ponte e prosegue sulla provinciale P-980 fino a Villalcazar de Sirga, è senza ombra e accanto alla strada trafficata. Noi abbiamo sbagliato e preso proprio questa strada. Le indicazioni con i cippi ci sono su ambe due le opzioni, ma questa accanto alla provinciale è certamente molto più disagevole. Sono 4 km molto brutti. 
Poi finalmente, poco dopo Revenga riprendiamo il sentiero lungo il fiume, che questa volta però percorre la riva sinistra con il sole, comunque già meglio che sulla strada. Passiamo da alcune aree di sosta, di cui una è in un bel giardinetto all’ombra con tanto di fontana di acqua fresca. In totale sono 5km + altri 2km sulla strada per arrivare finalmente a Villalcazar de Sirga
Intanto la suola dei miei sandali è mezza staccata e pende ad ogni passo.

Opzione lungo la provinciale (da evitare)
Località agricola di Revenga

Questo simpatico cartello accanto al mural all'entrata di Revenga dice: 
Attenzione popolo spagnolo. Qui entri a tuo rischio e pericolo! Qui abbiamo campanili che suonano regolarmente. Animali che vivono nelle vicinanze ed emettono suoni e odori. Agricoltori che lavorano affinché noi possiamo mangiare. Strade asfaltate (non autostrade). 
Se non riesci a sopportarlo, sei nel posto sbagliato. Altrimenti, qui troverai un caloroso benvenuto e molta gentilezza.

Area pellegrini nel giardinetto lungo il fiume
L'altro percorso sul lato sinistro lungo il fiume
Gli ultimi due km prima di Villalcazar de Sirga sono comunque sulla strada asfaltata sotto il sole

Il nostro albergue Don Camino, prenotato da tempo, è verso l’uscita del paese. Quando qualche giorno fa ho confermato il nostro arrivo via Whatsapp, l’albergatore mi aveva scritto che quel giorno sarebbero rimasti chiusi. Cosa? Ma come, ho fatto la prenotazione a gennaio! Panico! Dopo qualche scambio di messaggi l'albergatore mi aveva assicurato che ci avrebbe organizzato l'alloggio in una dependance accedendo da un’entrata laterale del caseggiato. Meno male! Ma ugualmente arriviamo, con un po’ d'ansia, alle ore 17 all’indirizzo convenuto, ad una porta laterale del Albergue Don Camino. Non ci aspetta nessuno, ma ho ricevuto via Whatsapp il codice della cassettina con le chiavi. Entriamo in un bel giardino interno e troviamo sotto i portici del loggiato la nostra valigia davanti a una porta. È la nostra stanza con bagno privato, è tutto perfetto. Siamo gli unici in questo cortile. Purtroppo non ho fatto neanche una foto…strano. 

Annotazione utile: Un prezioso alleato durante il Cammino è decisamente WhatsApp. La messaggistica istantanea semplifica ogni aspetto logistico: dai contatti con gli ostelli per conferme e orari, fino alla gestione complessa di accessi (codici e chiavi) e la gestione del trasporto bagagli. Poter risolvere tutto in tempo reale, senza il ricorso a telefonate o email, si rivela un vantaggio fondamentale per l'organizzazione del viaggio.

I cartelli delle località hanno il bordo rosso
Monumento al pellegrino, di fronte alla chiesa di Villalcazar
L'imponente Chiesa di S.M. La Blanca in un paesotto di 160 abitanti!
Portale della Chiesa di S. M. La Blanca
Il retablo dell'altare maggiore
Una delle tante tavole d'altare

Dopo un breve riposo usciamo per trovare dove andare a cenare, visto che il nostro albergue e ristorante è chiuso. Nella piazza principale c’è la mega chiesa di Santa Maria La Blanca, un’altra vera cattedrale nel deserto. Chiedono 1 euro per visitarla e ne vale la pena, è un’enorme struttura gotica con un grande retablo, diverse cappelle e nicchie riccamente decorate. Vincenzo è rimasto nel bar di fronte dove ritroviamo il brasiliano, con cui ceniamo insieme. Visto che non ci sono delle foto non ricordo cosa abbiamo mangiato. Certo è che siamo tornati al nostro alloggio quando ancora il sole era abbastanza alto in cielo. Ma dopo i nostri 30 km effettivi siamo pronti per andare a dormire.

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