Itero de la Vega - Boadilla del Camino – Fromista - Población de Campos - Revenga de Campos - Villalcazar de Sirga
Sabato di fine aprile. La giornata è soleggiata. Facciamo una bella colazione da Alex, il gestore ucraino dell’albergue e compriamo due mega croissant imbottiti per il pranzo (voglio fare una precisazione sull’imbottitura: pomodoro, insalata e mozzarella, qualcosa rarissima qui in Spagna. In genere il ‘bocadillo’, panino imbottito, viene offerto solo con del prosciutto o qualche fetta di chorizo, salame, rare volte c’è il formaggio). La valigia è pronta per Pilbeo, la nostra agenzia che ci porta ogni mattina il nostro bagaglio da un ostello all’altro. Ottimo servizio di cui mi servo ogni volta che intraprendo un cammino di Santiago, sia in Spagna che in Portogallo.
Alle 9 siamo già in cammino. Ma la maggioranza dei pellegrini partono molto prima, c’è chi fa molti più chilometri al giorno, c’è chi invece deve cercare di arrivare presto a un ostello per avere la certezza di trovare un letto disponibile. Chi prima arriva trova più facilmente un letto nelle camerate. Noi invece abbiamo già tutte le prenotazioni fatte, visto che cerchiamo sempre una stanza doppia con bagno privato. In effetti, quasi tutti gli ostelli hanno ormai anche queste opzioni, ma non ne hanno tanta disponibilità, quindi va prenotato con abbastanza anticipo. E perciò non abbiamo fretta di arrivare presto alla destinazione.
La giornata è bella, i pellegrini sono già andati via e i residenti dormono ancora. I paesini sul cammino si dedicano tutti alle attività inerenti al passaggio dei pellegrini. La segnaletica, le decorazioni, murales, simboli, statue, locali, tutto è relativo al cammino e ai pellegrini. All’uscita di Itero de la Vega c’è un operario che sta lavorando sul ciglio della strada costruendo un nuovo cordolo di una piccola sosta per i viandanti, con tanto di insegna, disegno, tettoia, panca e tavolo, fiori e piante, e grande incisione sul muretto in cemento con la scritta BUEN CAMINO PEREGRINO!
Itero de la Vega alle 9 del mattino
Lavori in corso per allestire l'area sosta per i pellegrini
Il cammino riprende tra le vaste estensioni di campi coltivati, dolcissime colline con sentieri a serpentina. Dopo quasi 9 km siamo a Boadilla con il ‘Rollo de la Justicia’, la colonna della giustizia, (eretta nel 1467 come simbolo dell'autonomia giurisdizionale della cittadina e dove venivano incatenati i prigionieri ed esposti al pubblico per scontare le loro pene, un monito visibile a chiunque percorresse il Cammino di Santiago). La colonna è dietro all’imponente chiesa di Santa Maria, chiusa. Vincenzo si sistema le dita dei piedi che iniziano a far male. Faccio qualche giro, non c’è quasi nessuno. Vediamo i primi nidi di cicogna in cima al campanario della chiesa.
Gli ampi sentieri dell'altopiano
Rollo de la Justicia - Colonna della Giustizia
L'imponente Chiesa di Santa Maria
Proseguiamo per 3 km lungo il canale di Castilla, opera idraulica del 700/800 con una lunghezza totale di 200 km, un percorso dedicato ai pellegrini molto bello con alberi, ombra e acque e sponde pulitissime. Una passeggiata davvero piacevole. D’estate ci sono persino le imbarcazioni che fanno il giro turistico. A mezzogiorno arriviamo alle chiuse di Fromista, che in realtà è una sola ma con una bella vista sui vari passaggi terrazzati per far scendere il canale di diversi metri. Facciamo una pausa per cambio cerotti nell’area sosta dove c’è persino un locale espositivo sull’opera idraulica.
Il canale di Castilla del 1700/1800
Acque e sponde pulitissime
Le chiuse di Fromista, l'acqua scende terrazzata di 15 metri
Opera idraulica di Fromista - a sinistra il locale espositivo
Attraversiamo la cittadina di Fromista, abbastanza grande, poi davanti all’imponente chiesa di San Martin de Fromista, anche questa chiusa. Si continua fino a Población de Campos con dei bellissimi murales. Troviamo una piazzetta dove fare la nostra pausa pranzo con i buonissimi croissant imbottiti. Su una scalinata troviamo un posto all’ombra, fa caldo, ma del tutto sopportabile. Passano pochissimi pellegrini. Alle 14 riprendiamo il cammino e verso l’uscita del paesotto troviamo un piccolo locale incredibile, pieno di macchinette self service con bibite, panini, biscotti, caffè, spremuta, gelati e popcorn pagabile anche con la carta, e non c’è nessuno. C’è pure il microonde, da non credere! Ci sono dei tavoli e delle sedie sia dentro che fuori, il timbro per le credenziali a disposizione e persino un bagno pubblico in perfette condizioni. Un servizio top self service perfetto fornitissimo, farò una recensione su Google! Favoloso da tenere presente!
Il distributore automatico TOP
Ancora increduli per quel bel locale ci sfugge un importante deviazione segnalata anche sull’App ufficiale ‘Buon Camino’. Ci sono due alternative che scorrono quasi parallele, ma una è decisamente meglio dell’altra.
ATTENZIONE!
All’uscita di Poblacion de Campos, subito prima del puente Barroco del rio Ucieza del XVII secolo, c’è una doppia indicazione: a destra, prima del ponte, il percorso è un sentiero alberato lungo il fiume e quindi con l’ombra. Invece l’indicazione a sinistra che attraversa il ponte e prosegue sulla provinciale P-980 fino a Villalcazar de Sirga, è senza ombra e accanto alla strada trafficata. Noi abbiamo sbagliato e preso proprio questa strada. Le indicazioni con i cippi ci sono su ambe due le opzioni, ma questa accanto alla provinciale è certamente molto più disagevole. 4 km molto brutti. Poi finalmente poco dopo Revenga abbiamo ripreso il sentiero lungo il fiume, che questa volta però percorreva il lato del sole, comunque già meglio che sulla strada. Passiamo da alcune aree di sosta, di cui una era in un bel giardinetto all’ombra con tanto di fontana con l’acqua fresca. In totale 5 km + altri 2 km sulla strada per arrivare finalmente a Villalcazar de Sirga. Intanto la suola dei miei sandali è mezza staccata e pende ad ogni passo.
Opzione lungo la provinciale (da evitare)
Località agricola di Revenga
Questo simpatico mural all'entrata di Revenga dice: Attenzione popolo spagnolo. Qui entri a tuo rischio e pericolo! Qui abbiamo campanili che suonano regolarmente. Animali che vivono nelle vicinanze ed emettono suoni e odori. Agricoltori che lavorano affinché noi possiamo mangiare. Strade asfaltate (non autostrade). Se non puoi sopportarlo, sei nel posto sbagliato. Altrimenti, qui troverai un caloroso benvenuto e molta gentilezza.
Area pellegrini nel giardinetto lungo il fiume
L'altro percorso lungo il fiume
Gli ultimi due km prima di Villalcazar de Sirga sono sulla strada asfaltata sotto il sole
Il nostro albergue Don Camino, prenotato da tempo, è verso l’uscita del paese. Quando qualche giorno fa ho confermato il nostro arrivo via Whatsapp, l’albergatore mi aveva scritto che quel giorno sarebbero rimasti chiusi. Cosa? Ma come, ho fatto la prenotazione a gennaio! Panico! Dopo qualche scambio di messaggi l'albergatore mi ha assicurato che ci avrebbe organizzato un’entrata laterale per entrare in una dependance. Meno male! Ma ugualmente con un po’ d'ansia arriviamo alle ore 17 all’indirizzo convenuto, ad una porta laterale del Albergue Don Camino. Avevo ricevuto via Whatsapp il codice della cassettina con le chiavi. Entrati in un bel giardino interno troviamo sotto i portici del loggiato la nostra valigia davanti a una porta. Era la nostra stanza con bagno privato, tutto perfetto. Purtroppo non ho fatto neanche una foto…strano.
Annotazione utile: Un prezioso alleato durante il Cammino è stato decisamente WhatsApp. La messaggistica istantanea ha semplificato ogni aspetto logistico: dai contatti con gli ostelli per conferme e orari, fino alla gestione complessa di accessi (codici e chiavi) e la gestione del trasporto bagagli. Poter risolvere tutto in tempo reale, senza il ricorso a telefonate o email, si è rivelato un vantaggio fondamentale per l'organizzazione del viaggio.
I cartelli delle località sono sempre cosi
Monumento al pellegrino, di fronte alla chiesa
L'imponente Chiesa di S.M. La Blanca in un paesotto di 160 abitanti!
Portale della Chiesa di S. M. La Blanca
Il retablo dell'altare maggiore
Una delle tante tavole d'altare
Dopo un breve riposo usciamo per trovare da cenare, visto che il nostro albergue era chiuso e non aveva nessun ristoro. Nella piazza principale c’è la mega chiesa di Santa Maria La Blanca, un’altra vera cattedrale nel deserto. Chiedono 1 euro per visitarla ma ne vale la pena, è un’enorme struttura gotica con un grande retablo e diverse cappelle e nicchie riccamente decorate. Vincenzo è rimasto nel bar di fronte dove ritroviamo il brasiliano, poi mangiamo insieme. Visto che non ci sono delle foto non ricordo cosa abbiamo mangiato. Certo è che siamo tornati al nostro alloggio quando ancora il sole era abbastanza alto in cielo. Ma dopo i nostri 30 km effettivi eravamo pronti per andare a dormire.


























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