Tappa 12 - Ponferrada - Villafranca del Bierzo - 25 km

Ponferrada – Columbrianos - Fuentes Nuevas – Camponaraya – Cacabelos – Pieros - Valtuille de Arriba - Villafranca del Brienzo

Oggi è un lunedì di maggio. Nonostante la camera buia, si dorme molto bene nel silenzio totale, un vero lusso considerato che siamo in pieno centro. Qui i ritmi sono curiosi: i residenti iniziano la giornata piuttosto tardi, mentre i pellegrini partono all'alba, così fino alle nove regna una quiete assoluta. Scendiamo al bar dell'albergo per la colazione: caffè e un buon croissant con la marmellata. Accanto a noi c'è la signora australiana che avevamo incontrato ieri; viaggia con il marito, un uomo molto sportivo e in forma, ma stamattina è sola. Ci racconta che il marito ha avuto un forte malessere notturno dopo aver mangiato delle cozze e che ora stanno valutando di fermarsi un’altra notte a Ponferrada. Dopo averla salutata, ci dedichiamo ai soliti preparativi: valigia, piedi e zaini e alle 8:30 siamo già in strada per riprendere il nostro cammino verso Villafranca del Bierzo. Oggi non si prevedono grandi salite nè grandi discese.
Mural presso la farmacia - indica tutte le farmacie del Cammino della zona
Il bellissimo parco lungo il fiume Sil

Ripercorriamo la stessa strada che avevo fatto ieri per andare in farmacia: una bella scalinata che scende verso il paese, lungo la quale si snoda anche il Cammino. Dopo aver ammirato alcuni murales, entriamo nel parco che costeggia il fiume Sil. Come spesso accade in Spagna, anche questo spazio verde cittadino è curato, rigoglioso e perfettamente attrezzato. La giornata è coperta, ma l’aria non promette pioggia. Verso la fine del parco, passiamo sotto l’imponente ponte stradale molto moderno, il ‘Blanco del Centenario’, nei pressi di una centrale elettrica. Notiamo ancora una volta con piacere come, sotto queste grandi strutture, vengano realizzati passaggi pedonali curati, decorati con murales e ben illuminati; una realtà ben diversa dal degrado e dall'abbandono che siamo abituati a vedere spesso in Italia in luoghi simili. Qui sono spazi accoglienti e sicuri, dove è un vero piacere passeggiare.
Ponte stradale Blanco del Centenario
Vicino al ponte la centrale elettrica con annesso museo
Murales in tema pellegrini
Una cisterna d'acqua decorata in tema 'parco'
Anche i sottopassi sono decorati e ben curati

Dopo una breve ma ripida salita, attraversiamo una zona residenziale tra ampie vie alberate e costellata di grandi ville con bei giardini. Raggiungiamo la curiosa chiesetta di Santa Maria di Compostilla, che sorprende per i suoi affreschi esterni raffiguranti gli apostoli con teste di animali. 

La bella zona residenziale di Ponferrada
Chiesa di Santa Maria di Compostilla
Curiosi affreschi con gli apostoli con le teste di animali

Proseguiamo poi attraverso i sobborghi di Columbrianos e Camponaraya: il cammino è in pianura tra eleganti abitazioni, campi coltivati e piccoli borghi dove questi strani campanili, tipici della zona, spesso presidiati da nidi di cicogne. Non avevamo mai visto cosi tante cicogne, costruiscono il loro nido anche sui pali della luce. 
Il nido questa volta è sul palo della luce
La schiusa delle uova avviene proprio in questi mesi di maggio, giugno
Un'altra cicogna che ha scelto il palo della luce, o forse è stata costruita appositamente per la loro dimora?

Curiosità:
I curiosi campanili delle chiese che si trovano in tutta la Castiglia si chiamano espadañas. Questa è una struttura architettonica verticale, solitamente una continuazione del muro della facciata della chiesa, con una o più aperture dove vengono alloggiate le campane. Spesso venivano costruite in questo modo per ragioni di economia, quando la chiesa non poteva permettersi di costruire una torre campanaria completa e indipendente.
Pur essendo lontani dalla città di Ponferrada, la zona è molto popolata con tante piccole località con belle ville moderne, particolari casette più modeste, chiesette e piazzette con le tipiche croci. Si vedono anche antiche case in legno, ormai abbandonate ma che rendono il paesaggio molto suggestivo.
Le croci, segnali per i pellegrini
Chiesette, purtroppo molto spesso chiuse
Anche antiche case di pietra e legno abbandonate

'La casa di cioccolato' è semplicemente una decorazione con lastre di marmo colorati
Scorci tra le viuzze di campagna

Facciamo una sosta rigenerante a Casona e, lungo la via, ci capita di trovare qualche chiesetta aperta: in una di queste, resto meravigliata che in un luogo così sperduto ci sia un retablo cosi magnifico. Infine, murales e sculture ci segnalano che siamo entrati nel cuore della via del vino.
Una chiesetta aperta con il nido di cicogna sul campanile
Il magnifico retablo della chiesetta
Buen Camino, un gruppo di pellegrine si fa fotografare davanti al mural con tema vigneti e vino
Particolare del mural

Infatti attraversiamo ora vigneti molto particolari, ben diversi da quelli a cui siamo abituati: qui le viti non sono sorrette dai classici fili metallici, ma crescono come arbusti dal tronco robusto e autonomo, senza alcun sostegno. Ci chiediamo come possano apparire quando sono cariche di grappoli. La maggior parte dei vigneti segue questa forma a cespuglio, lasciando spazio solo in minima parte alle coltivazioni tradizionali a filare.

Anche le sculture omaggiano la zona vinicola
I particolari 'arbusti' dei vigneti spagnoli in questa zona
Non sono filari, ma singoli arbusti che si sorreggono da soli
Curiosità:
Questa tecnica di coltivazione, chiamata spesso a 'vaso' o 'alberello', è tipica di molte zone della Spagna (come il Bierzo) proprio per la capacità di queste piante di resistere meglio alla siccità e al calore, poiché il tronco corto e robusto protegge meglio i grappoli.
Distese di vigneti a 'vaso' con tanti pellegrini in cammino
Ogni tanto ci sono dei boschi dove qualcuno si piazza per vendere ricordini o mettere dei timbri per le credenziali
Talvolta i pellegrini sono davvero in tanti
Più rari sono i filari di vigneti tradizionali, ma ci sono

È mezzogiorno e mezzo quando entriamo nella vallata di Cacabelos, accolti da un cartello che indica: Tanatorio Cacabelos. Anche se sappiamo che in spagnolo ‘tanatorio’ significa 'casa funeraria', e quindi niente di divertente, la fonetica di queste due parole insieme mi fanno sorridere. Invece Cacabelos è una cittadina abbastanza grande, caratterizzata da case con il piano superiore sporgente, come i tipici sporti medievali che un tempo permettevano di ridurre le tasse sul suolo pubblico. 

Curioso (foneticamente) cartello all'entrata del paese
Strada principale di Cacabelos con le caratteristiche case con gli sporti sporgenti
Marciapiedi in pietra
Murales anche nelle piccole stradine, questa si chiama: Calexa Sixtina, nome che fa ricordare la ben nota cappella Sixtina di Roma

Si passa da stradine strette con case in pietra, tra murales colorati, chiese e tanti locali per il ristoro dei pellegrini. In uno dei locali incontriamo nuovamente il gruppetto di ragazzi di Bergamo. Noi invece cerchiamo un negozio per comprare i fazzoletti di carta che ho finito nonostante la grande scorta che mi ero portata da casa. Troviamo un supermercato dove faccio anche qualche altra spesa.
Stradine nel centro di Cacabelos
Anche in località cosi remote ci sono architetture dai dettagli molto ricercati
Basta guardare nelle stradine laterali si trovano scorci tutto fatto in pietra

Verso l'uscita di Cacabelos facciamo la nostra pausa pranzo in un bellissimo parco ombreggiato prima di attraversare il ponte Mayor Fidel sul fiume Rio Cua. Tra i pellegrini che passano c'è anche il ragazzone di Lecco, ormai da solo, perch' la sua ragazza ucraina ha lasciato il Cammino. Riprendiamo anche noi il nostro cammino immergendoci in un paesaggio prettamente vinicolo punteggiato di splendide ville con giardini e grossi alberi di ciliegi pieni di frutti. Peccato non ci arriviamo a coglierne qualcuna.
Il parco vicino al fiume Sil
Per ricordarci che siamo in zona prettamente vinicola, qui sul ciglio della strada un 'Lagar de Vino' - antica struttura in pietra per la pigiatura dell'uva per ottenere il mosto.
Santuario de Quinta Angustia - della quinta angoscia! 
Zona di belle villette e giardini
Alberi di ciliegio carichi di frutti

Proseguiamo lungo una strada principale non tanto trafficata. Non mancano le aree di sosta immerse tra i vigneti e i panorami collinari. Oltrepassata la località di Pieros, arriviamo a un bivio con due opzioni comunque ben segnalate: scegliamo la via più breve, quella di 3,5 km lungo la statale, con un sentierino sul bordo della strada, talvolta dietro al solo guardrail. L'opzione si rivela però poco confortevole. 
Sentiero dietro al guardrail senza ombra
Il cammino è ancora lungo, sempre sul ciglio della strada
Pieros e bivio con le due opzioni

L'ultimo chilometro e mezzo, fortunatamente, si snoda su uno sterrato tra colline che si fanno via via più pronunciate. Tutto intorno si stagliano i monti de los Ancares, verso i quali ci stiamo dirigendo per affrontare i tratti più impegnativi dei prossimi giorni. Ci sono pochi pellegrini in questo tratto, forse hanno preferito l'opzione più lunga, quella che passa da Valtuille de Arriba, probabilmente più rilassante tra i campi. La meta è vicina, ma il cammino verso Villafranca del Bierzo sembra non finire mai! Io ormai cammino male, ho un forte dolore al piede e lungo la tibia. Tra i vigneti spunta un provvidenziale cartello con il numero di un taxi.

Ultimo pezzo tra vigneti e campi
Una strada di campagna tra dolci colline ma non abbiamo trovato neanche un solo pellegrino
Tra i campi c'è però uno 'studio di scultura' che mette in bella mostra alcune opere
Un cartello davvero strategico e provvidenziale! Ma noi coninuiamo a camminare.

Sono le 15:00 quando finalmente facciamo il nostro ingresso a Villafranca. Il percorso è un continuo saliscendi: passiamo davanti alla chiesa di Santiago, con il suo imponente portale, e subito dopo al castello dei Marchesi del Bierzo. Non tentiamo nemmeno di visitarli, il nostro unico obiettivo ora è l’albergue. Attraversiamo suggestive stradine, scalinate e piazze sospese in un silenzio pomeridiano, tra bar deserti e negozi serrati. Superiamo un altro curioso castello, la collegiata di Santa Maria de Cluny, e poi il suggestivo ponte medievale. Ci vuole quasi un'ora di duro cammino dal nostro ingresso in paese prima di arrivare finalmente all'Hostal Mendez, verso la fine della cittadina.
L'entrata a Villafranca tra i monti
Chiesa di Santiago con il suo maestoso portale

Il castello dei Marchesi del Bierzo
Una cittadina abbastanza grande con tanti saliscendi e belle piazze ma piuttosto desolato
Chiesa di San Nicolas el Real
Lo strano castello monastero della collegiata di Santa Maria de Cluny

Finalmente verso l'uscita della cittadina ecco il ponte medievale dopo il quale c'è il nostro albergo
Vista dal ponte sul fiume Burbia
La statua del pellegrino è sempre presente

L’entrata principale sta proprio all’angolo della strada dove un cartello recita "Lunedì di riposo, per l’albergo entrare dalla porta laterale". Panico: un'altra chiusura inaspettata? Con il fiato sospeso, riusciamo ad entrare nel ristorante dell'albergo dall'ingresso secondario. Alle nostre spalle, un gruppo di pellegrini spagnoli, uomini di una certa età, ci segue confuso: anche loro hanno una prenotazione e sono spiazzati quanto noi.
Per fortuna, la chiusura non riguarda gli ospiti con prenotazione, scopriamo presto che è garantita anche la cena con menù pellegrino. Chiedo del ghiaccio per la tibia indolenzita e, proprio all'ultimo momento, il gestore ci cambia la stanza: dal terzo piano ci sposta al primo. Senza ascensore, è un sollievo, anche se faccio fatico a salire quei pochi scalini. Finalmente, ci riposiamo dopo 7 ore di cammino.

Hostal Mendez a Villafranca del Bierzo

Alle 19 siamo giù in una bella sala ristorante con vista sul rio Valcarce. Ci sono pochi pellegrini, ognuno al proprio tavolo. Noi scegliamo ‘Sopa de cocido con fideitos’, sarebbe brodo di carne con pastina fili d’angelo e bistecchine di maiale per Vincenzo, crema di zucchine e degli ottimi peperoni ripieni di baccalà per me, flan e una squisita fetta di torta con frutti rossi. Acqua o vino… 17 €

La sala ristorante del Hostal Mendez
Bella vista sul ponte e il fiume
Brodo di carne con pastina
Crema di zucchine
Peperoni ripieni di baccalà
Fettine di maiale con insalata e patate
Flan e torta ai frutti di bosco
La giornata è stata dura, il riposo meritato dopo 25 km

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